INTRODUZIONE
L’argomento è certo enorme e forse non completamente assimilabile perché la nostra cultura di occidentali è fatta di esternazioni. Mal si addice all’introspettivo e, difensivistico mondo orientale.
Questa  tesi  è  basata  sulla  mia  esperienza  di  praticante  di arte marziale esterna (ju-jitsu), da circa trenta anni e dalla mia esperienza lavorativa di Operatore addetto all’Assistenza Infermieristica dal 1969 e di Masso Terapista dal 1995 a tutt’oggi e da quello che sono riuscito ad apprendere da quando sono diventato allievo del M° Flavio Daniele.
Col passare degli anni e precisamente dall’età di quarantacinque in poi ho cominciato ad  avere  problemi  alla colonna  vertebrale  a  livello  cervicale  e  a livello lombare (rispettivamente protrusioni ed ernie discali).
Il consulto di medici ortopedici è stato negativo per la pratica di sport in generale , tanto meno le arti marziali. Tutto questo per non aggravare la situazione, già critica, della mia schiena.                                                                                               
La prescrizione medica positiva è stata quella di lavorare con la ginnastica posturale, lo stretching, e di sottopormi periodicamente alla fisioterapia. 
I risultati con la fisioterapia non sono stati molto apprezzabili.
Ho continuato con la ginnastica posturale ed  ho avuto un leggero miglioramento.  
Un intuito particolare mi diceva che dovevo continuare con la ginnastica posturale.  
Così ho continuato la mia ricerca sui problemi della  colonna vertebrale e leggendo qualche libro sul Taiji Quan ho intravisto la possibilità che le caratteristiche del Taiji Qua potevano essere adattate al lavoro di postura sulla colonna vertebrale. Continuando a leggere articoli sul Taiji Quan mi sono avvicinato alla pratica e dopo qualche tempo ho imparato o forse è meglio dire ho memorizzato la forma 24 dello stile Yang, ed ho avuto un buon miglioramento del mio stato di salute generale e discreto sulla colonna vertebrale. 
Perseverando nella ricerca e nella pratica del Taiji Quan  cominciavo a capire che qualcosa sfuggiva alla mia comprensione durante la pratica.
Dopo qualche tempo di ricerca ho letto l’articolo del M° Flavio Daniele su Samurai dell’agosto 1998, nel quale parlava di potenza o elasticità, mo tivazione gestuale, globalità gestuale, differenza tra metodi di allenamento troppo specifici di gruppi muscolari e metodi di allenamento per uno sviluppo armonico del corpo, sia dal punto di vista strutturale ( muscoli, tendini, legamenti, ossa e articolazioni ),che funzionale ( agilità, destrezza, ritmo, ottimizzazione dell’uso  della forza ecc. ). Su Samurai di settembre 1998 parlava ancora degli antichi metodi di allenamento che prendono in considerazione l’interazione Corpo Mente, la potenzialità dell’Energia interna  e  del Power Stretching,  a  differenza  di  quelli   moderni  che   prendono  in considerazione i muscoli superficiali ( bicipiti, deltoidi, pettorali ecc.).
Grazie agli articoli del M° Flavio Daniele sono diventato  Suo allievo, cominciando a capire qualcosa del Taiji Quan e penso, con modestia, di poter cominciare ad applicare la parte esterna del  Taiji Quan ( allineamento strutturale, postura, armonie esterne ecc. ).
Per poter integrare in seguito il discorso sull’applicazione  del Taiji Quan alla Rieducazione Posturale del Corpo e di conseguenza ai problemi della Colonna Vertebrale penso sia meglio descrivere subito la Colonna Vertebrale, la sua funzione, i suoi problemi, le cause che le determinano e i punti chiave su cui si basa il nostro lavoro di Rieducazione Posturale e di Integrazione Strutturale del Corpo.

 ESAMINE  DELLA  COLONNA  VERTEBRALE
La Colonna Vertebrale ( o rachide o spina dorsale ) è l’asse portante del Corpo Umano ed assicura non solo un sostegno stabile, m obile ed elastico, ma accoglie e protegge il Midollo Spinale nonché le radici dei Nervi Spinali, offrendo, inoltre solidi punti di ancoraggio ( le cosiddette apofisi ossee ) ai muscoli di tutta la regione dorsale.
Ha la forma di una doppia esse, molto fles sibile, e si compone di numerosi segmenti ossei ( le vertebre ) tra loro connessi mediante sistemi elastici, le articolazioni, i legamenti e i dischi intervertebrali. La Schiena ha tre fasce muscolari, i muscoli sono disposti a strati sovrapposti e concatenati tra loro, composti da centinaia di lamelle che si attaccano a vertebre e costole.

1)                      strato più superficiale è formato dai muscoli Spino -Omerali, quello che può trarre i benefici maggiori dalla fisioterapia e dal calore;

2)                      strato intermedio, muscoli Spino-Dorsali;

3)                       strato profondo, muscoli Spino -Dorsali e Vertebro -Occipitali: sono i muscoli più difficile da decontrarre.
La Spina Dorsale è retta dal Bacino. Alla sua sommità si erge la Testa.  L’ìnsieme del corpo è attaccato alla Colonna Vertebrale e alle costole, anch’esse attaccate alla Colonna Vertebrale.
Tutto è perciò sostenuto dal Bacino che riveste un ruolo molto importante per ottenere una posizione corretta del Corpo.
Non è possibile un’azione appropriata senza un buon controllo delle Articolazioni del Bacino.
La Schiena dovrebbe essere vigorosa, forte e di grosso sostegno, con una  Spina Dorsale che si allunga flessibilmente, e l’Addome dovrebbe essere una guaina di muscoli tonificati naturalmente.

PATOLOGIA  DELLA  COLONNA  VERTEBRALE

L’ottanta per cento dei mali che tartassano i punti nevralgici della Colonna Vertebrale ( soprattutto il tratto cervicale e quello lombare dove le vertebre disegnano due concavità, dette lordosi ) è di origine meccanica.

Il   Dolore   alla  Colonna  Vertebrale

Il famigerato “ Colpo della Strega “ ( contrattura acuta delle fasce muscolari della schiena, anche di quelle profonde ),  “ Cervicalgia “ ( colpisce il tratto cervicale e che può esse re dovuto a tensioni muscolari, oppure a un’alterazione meccanica delle vertebre ), “ Lombalgia “ ( dolore localizzato nel tratto lombare ed è provocato da lesioni di varia natura delle strutture ossee e legamentose, detta anche lombaggine ),  “ Sciatalgia  “ ( dolore che si irradia lungo il percorso del Nervo Sciatico. E’ dovuto all’infiammazione o alla compressione del Nervo Sciatico che ha origine nella Colonna Vertebrale in corrispondenza dell’ultima vertebra lombare ).

 Le  cause  più  importanti

In  molti casi il dolore alla schiena è collegato a scoliosi curata male, cattive abitudini, posture della schiena non corrette; a tutte queste cause si aggiunge l’azione che esercita la Forza di Gravità sul Corpo Umano.
Il Corpo è organizzato per farci vive re, e sopravvivere, al meglio. Se ne fossimo pienamente consapevoli, o se ci pensassimo più spesso, cominceremmo a percepire come un alleato quello che invece prendiamo in considerazione quasi esclusivamente come fonte di disturbi, di malesseri, di dolori. 
La nostra cultura occidentale ha scisso il corpo e la mente in due identità, uno al servizio dell’altra. Questa scissione non esiste in realtà: è il frutto di un vissuto disturbato ed ha ratificato l’incapacità dell’uomo di percepirsi, di rimanere in contatto col proprio sentire profondo.
Come la Mente crea un pensiero condizionato dai messaggi più o meno inconsci che arrivano da tutto il fisico, così il corpo riflette e manifesta in maniera impercettibile o eclatante, sotto forma di tensioni muscolari o di vere e proprie patologie tutti gli stress emotivi e le negatività psichiche. 
Inoltre, il Corpo Umano viene influenzato dal Campo Energetico della Gravitazione Terrestre, immensamente più grande, che può rinforzare l’unità  organica più piccola o distruggerla, dipende da come le due grandezze interagiscono nello spazio.
“ Se nell’aggrecato di un uomo composto da segmenti di unità di materia, lo schema è simmetrico, bilanciato, il suo campo minore può essere rinforzato da quello maggiore della terra. Il Campo Gravitazionale Terrestre è sicuramente ciò che influenza di più la vita umana. Quando il Campo di Energia umana e la Gravità sono in guerra, è inutile dire che vince sempre la Gravità. La Gravità, può essere amica dell’uomo e rinforzare l’attivit à; può essere il suo peggior nemico e trascinarlo verso la distruzione fisica. Un corpo per non essere in guerra con il Campo Gravitazionale Terrestre deve avere un perfetto Allineamento Verticale della sua Struttura, che possiamo definire costituita da tanti blocchi. Sia l’Uomo sia i blocchi sono racchiusi in un sacco elastico e di conseguenza una tensione provocata in un punto qualsiasi del sacco si propaga in tutte le aree del sacco che avvolge i blocchi.
Si può rimettere il blocco in linea con quello so vrastante o sottostante, spingendo o tirando, ma il sacco rivelatore mostrerà altrove la tensione residua e continuerà a farlo fino a che tutti i blocchi non saranno allineati. 
Per avere un sistema libero  da tensioni deve esserci un Allineamento Verticale  dei Centri Gravitazionali di ogni blocco; inoltre, non deve verificarsi alcuna rotazione o inclinazione dei segmenti.

Il  TESSUTO  CONNETTIVO

Nell’Integrazione Strutturale del Corpo un ruolo molto importante viene occupato dal Tessuto Connettivo e dalle Fasce Muscolari.
L’economia del Corpo richiede l’uso di svariati tipi di Tessuto Connettivo, noi accenneremo, brevemente, solo ad alcuni tipi, quelli che ci sembrano i più appropriati per questo tipo di lavoro, e che fanno riferimento al Taiji Quan nel momento in cui si parlerà della connessione del corpo. Fondamentalmente, sono tutti strutturati di collagene e costituiti dagli stessi elementi, ma in proporzioni differenti.
Il Tessuto Connettivo fornisce un sostegno sia agli epiteli che agli altri tipi d i tessuto; svolge, inoltre, un ruolo essenziale nei processi di protezione meccanica, di trasporto e di riparazione.
La Cartilagine e l’Osso costituiscono il Tessuto di sostegno vero e proprio dell’Organismo.

 –  Tessuto  Connettivo Lasso  ( areolare )
Possiede una sostanza  fondamentale semiliquida, in cui sono  inglobate numerose fibre collagene e anche alcune fibre reticolari ed  elastiche. Svolge  diverse funzioni:
–  partecipa ai processi riparativi dei tessuti; 
–  trattiene acqua;
–   subisce importanti variazioni della viscosità e permeabilità della sua sostanza fondamentale.
La matrice di questo Tessuto contiene il liquido interstiziale e si estende, senza soluzione di continuità, a tutto il Corpo, al di sotto della cute e di tutte le membrane mucose, e attorno a tutti i vasi ed alle fibre nervose.
Questo Tessuto forma, pertanto, il cosiddetto “ Ambiente Interno dell’Organismo “,  che consente l’arrivo di sostanze di vario genere alle cellule dei tessuti e lo scarico nel sangue e nella linfa di diversi prodotti del metabolismo.

 –  Tessuto  Connettivo  Denso  Irregolare

Gli elementi che costituiscono questo Tessuto sono gli stessi che si trovano nel Connettivo Lasso. Tuttavia, i fasci collageni sono più numerosi e si intrecciano a caso, formando delle reti tridimensionali a maglie strette.
Questo tipo di Tessuto si trova soprattutto a livello del derma cutaneo; inoltre, esso forma le capsule dei visceri e le guaine di tendini e nervi.

 –  Tessuto  Connettivo  Denso  Regolare

In questo tipo di Tessuto le fibre di collagene, che  ne formano la nota dominante, sono disposte in modo specifico ed ordinato.
Questo Tessuto costituisce uno dei principali Tessuti di sostegno dell’Organismo.
Esso forma:
–   i legamenti, nastri o cordoni fibrosi spes si e flessibili, che a livello delle articolazioni concorrono a mantenere le ossa ravvicinate tra di loro; 
–   i tendini, nastri o cordoni bianchi, lucenti, che consentono l’inserzione dei muscoli alle ossa;
–   le aponevrosi, ampie bande fibrose, piatte, ch e connettono tra loro muscoli adiacenti o muscoli con il periostio delle ossa; tra questi vi è pure la Fascia Lata; 
–   le membrane fibrose, che avvolgono e proteggono i diversi visceri, come il cuore ed i reni;
–   le fasce, lamine fibrose che avvolgono i m uscoli e li mantengono nella loro sede.

–  Tessuto  Connettivo  Cartilagineo

E’ un Tessuto solido, resistente, eppure flessibile.
Si distinguono tre varietà principali di cartilagine: jalina, fibrosa ed elastica. 

La Cartilagine jalina  
riveste i cap i ossei delle articolazioni, facilitando con le sue superfici lisce e arrotondate i movimenti articolari.  Viene sovente definita come cartilagine scheletrica, trovandosi, per lo più, in diretta connessione con il Tessuto Osseo.

La Cartilagine fibrosa  
asso miglia al tessuto fibroso denso.  Sotto forma di dischi fibrocartilaginei interconnette ossa contigue ( i corpi delle vertebre, per esempio, e le ossa pubiche a livello della sinfisi.
Nella zona centrale dei dischi fibrocartilaginei intervertebrali è prese nte una massa molle denominata Nucleo Polposo.
Tale Nucleo può erniarsi nello speco vertebrale ( ernia del disco ). 
La fibrocartilagine costituisce un mezzo di connessione, robusto e flessibile, tra ossa diverse e si rinviene in quelle sedi in cui è necess aria una grande resistenza alle forze meccaniche associata ad una parziale rigidità.

IL   TESSUTO   OSSEO

 L’osso è quel tipo di Tessuto Connettivo la cui sostanza fondamentale è resa alquanto rigida dall’integrazione con sali minerali, quali il fosfato ed il carbonato di calcio. Le ossa costituiscono i principali mezzi di sostegno dell’Organismo, e, insieme, gli strumenti passivi dell’attività locomotoria.
Nell’insieme, le Ossa costituiscono lo scheletro, un’impalcatura di materiale rigido su cui prendono inserzione i muscoli.
Tale impalcatura non solo consente l’inserzione dei muscoli, ma anche mantiene i tessuti molli nella sede più appropriata, li protegge e conferisce stabilità al Corpo intero, mantenendone le forme. 
Le Ossa formano anche le articolazioni che possono essere mobili (o meno).
A livello delle articolazioni le Ossa fungono da leve, consentendo l’attuazione dei movimenti. Infine, dal midollo rosso delle Ossa traggono origine le cellule del sangue.

 TESSUTO   MUSCOLARE

La motilità rientra tra le attività corporee più importanti ed è resa possibile dalla specifica attività contrattile dei Muscoli. L’intera attività motoria è espletata da tre tipi di tessuto muscolare e cioè:  scheletrico o striato, cardiaco e liscio.
Mentre il muscolo scheletrico è controllato dalla volontà, l’attività del muscolo cardiaco e di quello liscio è del tutto involontaria.
L’attività contrattile del muscolo scheletrico consente lo spostamento del Corpo intero. Il muscolo liscio permette l’espletamento dei tipici movimenti propri del canale gastroenterico.
Il battito cardiaco ( risultante dalla contrazione e dal rilassamento alternati del miocardio ) consente la circolazione del sangue in tutti i tessuti del Corpo. 
Appare perciò evidente che l’attività motor ia risultante dalla contrazione e dal rilassamento del tessuto Muscolare, è intimamente connessa con tutte le funzioni fisiologiche.
Abbiamo tre tipi di contrazione muscolare, ma accenneremo solo alla contrazione

Isometrica.

La contrazione è Isometrica quando la lunghezza del Muscolo non muta, mentre viene sviluppata una tensione meccanica. In altre parole, le contrazioni isometriche producono tensione meccanica, anzicchè accorciamento del Muscolo e, di conseguenza, lavoro.
La tensione sviluppata nel caso d i una contrazione isometrica viene utilizzata per contrastare altre forze, come, ad esempio, la Forza di Gravità nel mantenere un peso in una certa posizione prefissata o la stazione eretta. 
I   Muscoli  scheletrici  sono  capaci  di  contrazioni   tanto  isometriche   che   quanto   isotoniche e, di solito, la maggior parte delle contrazioni è di tipo misto (isometrico-isotonico).
La contrazione muscolare non è, di per sé, interamente responsabile dei movimenti corporei: per la loro attuazione, è infatti in dispensabile la mediazione delle Ossa che agiscono come Leve. La cooperazione tra Ossa e Muscoli dà luogo alla costituzione di Leve.  La legge delle Leve regola il mantenimento di una corretta Postura.
Il Capo mantenuto eretto nella sua posizione normale riposa sull’atlante che gli fa da fulcro, senza bisogno di quasi nessuna azione muscolare.
In questa posizione la testa si ritrova lungo la linea di gravità che attraversa le articolazioni dell’anca e del ginocchio e della caviglia. 
Se le spalle sono curve in avanti insieme con il capo, allora uno sforzo muscolare costante, con effetti antigravitari, deve essere esercitato per poter mantenere la testa fissa in quella posizione.

LE   FASCE   MUSCOLARI

Le fasce appartengono alla numerosa famiglia dei Tessuti Connettivi. Quando si parla, le fasce vengono spesso confuse con i muscoli. Il Muscolo è racchiuso nelle fasce, come la polpa di un’arancia lo è nelle parti cellulari che la suddividono.
Il  Muscolo è un’unità altamente contrattile e sensibile: le fasce  lo sono molto meno.
In quanto strato protettivo, devono essere più stabili. 
Nel Sistema Miofasciale, ciascun muscolo, ciascun organo viscerale è rinchiuso nel proprio involucro fasciale. Tali involucri formano, a loro volta, un reticolato ubiquitario che sostiene e, al tempo stesso, avvolge, collega e separa tutte le unità funzionali del corpo. Infine, questi robusti strati elastici formano anche un involucro superficiale che serve da contenitore  e da sostegno frenante per tutto il corpo. Il tono e  l’estensione delle fasce è un fattore essenziale per le prestazioni, il benessere e la connessione del Corpo.
Nel Corpo Umano ci sono diversi tipi di strati fasciali. In questo caso parliamo delle fasce profonde che sono uno strato più denso. In un Corpo  sano, il loro rivestimento liscio fa scivolare una sull’altra le strutture adiacenti. Tuttavia, in seguito a malattie infiammatorie o a lesioni traumatiche, gli strati aderiscono uno sull’altro: sembrano  Incollati.  Non scivolano più, ma costringono le str utture adiacenti a tirarsi a vicenda, concorrendo così all’affaticamento e alla tensione generale.
Con l’integrazione strutturale del corpo, in particolare delle Fasce, possiamo diminuire il disordine a livello inconscio.

LA   POSTURA 

 In realtà il termine Postura trae facilmente in inganno, facendo pensare a qualcosa di statico. Per esempio, diciamo che una persona ha una buona postura intendendo dire che sta dritta, cioè  che  si estende  in  modo appropriato per tutta la sua lunghezza; in altre parole, che ha assunto una posizione che segue l’esatta verticale. Bene, può succedere che una persona assuma una buona posizione e contemporaneamente una cattiva Postura: la Postura, infatti, riguarda il modo con cui si assume una determinata posizione, buona o cattiva che essa sia.
La posizione concerne la localizzazione e la configurazione delle diverse parti del corpo. La Postura riguarda invece l’uso che si fa di tutta la persona per assumere e non tenere questa o quella posizione.  La Postura è quindi qualcosa che ha a che vedere con un’azione, ed è un termine dinamico.
La Postura riguarda l’uso che viene fatto di tutta la funzione neuromuscolare, o, più in generale, del complesso Cerebrosomatico.
La Postura esprime il modo in cui viene eseguito qualsiasi movimento,  includendo la motivazione, il senso, la modalità dell’esecuzione,  proprio nel momento in cui lo si effettua.
Il termine Postura va quindi usato per indicare il legame esistente tra intenzione e l’esecuzione di un movimento, il modo in cui le diverse parti del corpo sono correlate nel conseguire un cambiamento o mantenere uno stato.
Per avere una buona Postura è pertanto necessario avere una certa abilità nel realizzare ciò che si vuole fare, conoscere quali parti del nostro corpo entrano in gioco e coordinare con scioltezza il movimento dei muscoli; non significa  semplicemente stare ritti in un determinato modo, o seduti con eleganza.
Le Posture cattive più comuni sono quelle che prendiamo quando siamo arrabbiati, spaventati o in preda a un’emozione violenta.
Le emozioni violente producono un’eccitazione a vasto raggio nel sistema muscolare e rendono impossibile un controllo appropriato della muscolatura.
In questi stati di intensa eccitazione emotiva, non siamo capaci di scorgere un modo alternativo di agire; ci muoviamo in preda a una coazione interna.
L’associazione di una buona Postura con l’Equilibrio, cioè con la tranquillità mentale o emotiva, è in realtà un eccellente criterio per valutare se una posizione è buona.
Non sono compatibili con una buona Postura né un’eccessiva tensione muscolare né forte intensità emotiva.
Una buona Postura significa usare tutta l’energia che si possiede  senza mettere in atto alcun movimento inutile.

 LA   RESPIRAZIONE

 Inizialmente, nel riattivare il processo di Rieducazione Posturale, non imponiamo schemi molto precisi di Respirazione su un apparato difettoso, ma invitiamo l’individuo a respirare tranquillamente come le viene, l’approccio verrà fatto attraverso mezzi indiretti. Correggere, sciogliere e coordinare il meccanismo e la Respirazione migliorerà automaticamente.
Nel momento in cui il coordinamento generale comincia a migliorare, diventa utile includere  la  Respirazione  in  modo  specifico.  In  seguito la Respirazione dovrebbe essere un’attività prevalentemente della schiena e non dovrebbe avvenire troppo in alto nella parte anteriore del torace come comunemente succede. Scopi principali dell’attività respiratoria sono la fornitura di ossigeno alle cellule di diversi tessuti e l’eliminazione da questi dell’eccesso di anidrite carbonica che si forma in seguito allo svolgersi dei processi ossidativi.
Di solito, l’argomento relativo all’attività respiratoria viene suddiviso in tre parti:
–  il processo di ventilazione polmonare ( o respiro ) che comprende gli atti di inspirazione ed espirazione.
–  La respirazione esterna, costituita dall’arrivo di ossigeno dall’ambiente esterno e dal passaggio di ossigeno dalle cavità alveolari al sangue, nonché dall’eliminazione all’esterno dell’anidrite carbonica. ( processo che si svolge nei polmoni ).
Piccola Respirazione.
–  La respirazione interna, costituita dal passaggio di ossigeno dal sangue alle cellule dei tessuti e dal transito dell’anidrite carbonica dalle cellule dei tessuti al sangue circolante ( processo che si svolge in tutti i tessuti dell’organismo ).   
Grande Respirazione.
Il muscolo respiratorio più importante è il Diaframma, senza cui non è possibile respirare in modo adeguato. Di questo muscolo parleremo più avanti in modo approfondito. Altri muscoli interessati agli atti respiratori possono essere considerati come accessori.
I muscoli ausiliari e quelli della parte addominale intervengono in modo evidente nel corso di una respirazione forzata, cioè in condizione di “ Fame d’aria “.

La  Piccola  Respirazione

Da sola sarebbe insufficiente a soddisfare le esigenze di un organismo sano ed energicamente equilibrato. Senza l’ausilio della Grande Respirazione, non solo il sangue sarebbe povero di ossigeno e farebbe difficoltà a raggiungere la periferia, ma cosa più importante il Qi ristagnerebbe e non circolerebbe adeguatamente nei canali energetici provocando la progressiva degenerazione dei tessuti e dell’energia vitale negli organi.

La  Grande  Respirazione

Sviluppa il senso di collegamento tra le varie parti del corpo, e ne migliora l’immagine propriocettiva.
Questa respirazione aumenta l’energia vitale, rafforza gli organi e favorisce l’autorigenerazione, aumentando la pressione del Qi negli organi e nelle cavità del corpo.

IL   MUSCOLO   DIAFRAMMA

  Poiché questo muscolo è quello più importante preposto alla respirazione, ho voluto approfondire l’argomento.
Il Muscolo Diaframma si forma dalla migrazione del mesoblasta parassiale delle vertebre cervicali C3, C4 e C5. A. Dollander dichiara: “ sono certamente i mioblasti emanati  dai  miotomi  di  C3,  C4  e  C5  che  migrano  subito nella  regione del setto trasverso per formare la muscolatura del Diaframma. La crescita differenziata allontana in seguito considerevolmente il Diaframma dalle radici rachidee C3, C4 e C5 e ciò spiega la lunghezza del tragitto del Nervo Frenico.
La muscolatura del Diaframma proviene dunque dalla muscolatura assiale.
A seguito di una discesa del Diaframma e di una migrazione dei muscoli assiali dalla regione cervicale, il Diaframma si è trovato nell’adulto situato a distanza dalle sue vertebre di origine.
Il muscolo Diaframma è collegato alle vertebre cervicali ( C3, C4 e C5 ) tramite il Nervo Frenico.
E’ opportuno distinguere due muscoli diaframmi, uno destro e l’atro sinistro, indipendenti uno dall’altro con la loro rispettiva innervazione frenica.  
Ogni Diaframma si presenta come una volta, la cui parte centrale tendinea è chiamata “ Centro Frenico “, mentre la parte periferica muscolare è costituita da fasci muscolari che si legano intorno all’orifizio interiore del torace.
Secondo H. Rouviere il Diaframma si presenta dunque come se fosse un insieme di muscoli digastrici, i cui corpi muscolari situati alla periferia incrociano le loro porzioni centrali tendinee per formare il Centro Frenico.
A partire da questo centro le fibre muscolari si suddividono in tre gruppi: anteriore, laterale e posteriore.
Ogni Nervo Frenico si distribuisce nel Diaframma in tre rami costanti:
anteriore, laterale e posteriore, destinati ai segmenti corrispondenti al muscolo.
Particolare riguardo merita l’innervazione dei Pilastri del Diaframma. In effetti ogni Nervo Frenico innerva tutti i fasci muscolari ( diretto, crociati e accessori di questo pilastro ), situati allo stesso lato in rapporto allo Iato Esofageo, qualunque siano le loro intersezioni periferiche.
Ogni lesione del muscolo Diaframma ha una ripercussione sulla micromobilità delle vertebre C3, C4 e C5, in funzione della porzione affetta.
Una lesione del muscolo Diaframma dovuta ad uno choc psicologico o emotivo provoca una forte stimolazione sul Sistema Neuro-Vegetativo facendo perdere la normale sensibilità.
Esso conserva dunque una iper-stimolazione permanente, provocando una disfunzione di tutti gli organi e tessuti che sono sotto la sua influenza.
Il meccanismo respiratorio attraverso il muscolo diaframmatico, nel suo libero movimento di salita e discesa assicura, in sinergia con tutta la muscolatura addominale, un massaggio profondo al cuore e polmoni e una attivazione energetica di tutti gli organi addominali.
Cerchiamo adesso di descrivere più dettagliatamente come avviene la respirazione diaframmatica e addominale.
–  Nella fase di inspirazione: contrazione attiva del Diaframma e rilassamento dei muscoli dell’addome e del Diaframma pelvico.
–  Nella fase di espirazione: contrazione attiva dei muscoli addominali e pelvici e conseguente sollevamento del Diaframma rilassato. Tutte  le  parti  del  corpo:  ossa,  muscoli,  organi,  nervi,   fino ai sottilissimi   vasi sanguigni, sono avvolte e compenetrate da quello che viene chiamato Tessuto Connettivo,  già  illustrato  precedentemente.
Quindi, quando i muscoli preposti alla Respirazione eseguono l’operazione di pompaggio, il Sistema Fasciale reagisce, e tutto il corpo partecipa alla Grande Respirazione.
Questo significa Respirare  con Consapevolezza e solo così è possibile sentire il movimento fasciale ed è possibile sentire il proprio corpo Respirare all’Unisono.
A questo punto possiamo cominciare a parlare di Allineamento Strutturale del Corpo.
Poiché, l’uomo non ha ancora consapevolmente sviluppato una comprensione sufficiente della Struttura, di conseguenza, i nostri corpi tendono a diventare casuali fisicamente e la loro meccanica disordinata; la mancanza di regole corporee sembra predominare nella vita dell’individuo.
L’ordine, o la sua assenza, iniziano nell’inconscio, quel piano insidioso che si trova al di sotto della consapevolezza umana degli avvenimenti.
Rendersene conto è impossibile, perché tramite il corpo, l’uomo si è trasformato nella drammatizzazione della sua immagine inconscia.
Il punto base per cominciare il lavoro di Allineamento Strutturale e mettere ordine nella meccanica del nostro corpo, sono i Piedi.
Il bilanciamento del corpo inizia dai piedi, poiché il lavoro fondamentale del piede e della caviglia è quello di offrire una base affidabile attraverso cui la parte superiore del corpo possa rapportarsi al piano orizzontale della terra.
La funzione dei Piedi è quella di trasportare il peso del corpo, di conseguenza gli archi plantari devono essere stabilizzati da muscoli molto forti, muscoli davvero molto grandi perché possano trovarsi solo all’interno del piede. Essi sono situati nella gamba e la loro forza si propaga agli archi plantari per mezzo dei robusti tendini.Perciò la caviglia non è solo un’articolazione ( un cardine ), ma per i tendini che vanno dalla gamba al piede, anche una carrucola.
Come le caviglie, anche le ginocchia funzionano in sintonia con la struttura del piede.
Idealmente, il movimento delle articolazioni delle ginocchia e delle caviglie dovrebbe essere parallelo, e le articolazioni perfettamente una sull’altra. Allora il movimento di un individuo procederebbe davvero in linea retta.
L’andatura sarebbe economica, ed egli camminerebbe in modo gradevole.
Non sprecherebbe energia a tirare o a torcere parte della gamba per farla alzare. Nella deambulazione, perché il movimento sia davvero economico, la linea su cui si muovono il ginocchio e la caviglia deve essere parallela alla direzione verso cui  l’intero corpo si sta muovendo. In altre parole, si dovrebbe progredire in linea retta.
Bilanciamento in ogni punto del corpo significa libero flusso. Quando le gambe e le loro articolazioni diventano più equilibrate, gli schemi muscolari si integrano e il peso si distribuisce. Tutti i movimenti corporei sono azioni duplici. Il movimento deriva dall’azione di una coppia di muscoli; il muscolo che si muove ( agonista ) e il compagno che lo controbilancia (antagonista ).
Il  bilanciamento  esiste  quando  la  coppia  agonista-antagonista  tira, ciascuno nella propria direzione, con una forza della medesima intensità. In un piede ben bilanciato in virtù della Struttura, i muscoli peronieri sono  tonici; contribuiscono a sollevare sia l’arco esterno, sia il tallone e la parte centrale del piede. Un piede così ha un passo elastico e trasmette il movimento in modo vivace e quasi senza peso. Fiosiologicamente,il funzionamento di una  articolazione dipende dall’equilibrio non solo delle superfici ossee, ma di tutte le sue parti costitutive: muscoli, tendini, strutture cartilaginee e ossa. Altro punto chiave per realizzare un buon Allineamento Strutturale è l’articolazione del ginocchio.
I problemi meccanici veri e propri ( tensione e forze di torsione ) si possono meglio comprendere se si considera l’incapsulamento del Tessuto Connettivo che circonda il ginocchio. Questa è un’articolazione più semplice di quella dell’anca, sia per struttura sia per i movimenti che può eseguire. Perciò, è molto più saldamente legata all’anca. Qualunque disturbo, un legamento rotto, un ginocchio slogato, può essere un problema serio. Dolore e gonfiore del tessuto molle danno origine ad un’andatura abnorme, poiché l’individuo cerca di sfuggire il dolore.
Ciò modifica lo schema della deambulazione: forse, col tempo, in modo permanente. Il deterioramento può allora limitare in modo permanente la gamma completa dei movimenti del ginocchio. Per non provare dolore nel tessuto danneggiato, l’individuo cambierà il proprio modo di camminare.
Forse porterà in eversione tutta la gamba e il piede a partire dall’anca (osservate come cammina chi ha portato un gesso nella parte inferiore di una gamba ). Un’andatura del genere, con un diverso grado di rotazione laterale per ogni gamba, col tempo stimolerà uno schema diverso nei muscoli della coscia e della pelvi. In questo modo, la simmetria si sbilancia a livello delle anche. L’effetto psicologico prodotto da qualunque problema ai piedi è notevole  e costante: un profondo, inconscio senso di insicurezza. E quando si è insicuri in tale parte, progressivamente si sviluppa insicurezza anche in altre. La maggior parte dei problemi alle gambe ( piede, caviglia e ginocchio ) è fondamentalmente di natura meccanica e perciò risponde al lavoro dell’Integrazione Strutturale. Nel corpo ritorna sicurezza.

LA   PELVI

Gli uomini sanno, da tempo immemorabile che la Pelvi ha un’importanza particolarissima e vitale. E’ la sede fisiologica dei fattori emotivi e personali della soddisfazione sessuale e della fertilità. Secondo l’antica fisiologia indiana tantrica, la Pelvi è l’area che ospita l’energia fondamentale, la sede della leggendaria Kundalini. Nella Pelvi si trova il centro di gravità dell’uomo.  Questo centro tende a localizzarsi attorno alla giunzione lombosacrale, e un bilanciamento appropriato in quest’area è di primaria importanza, sia per  determinare   movimenti corporei coordinati, sia perché agisce come fulcro del senso cinestetico di un individuo.
La  Pelvi ( bacino ) agisce da contenitore e, tramite la giunzione lombosacrale, forma un sostegno meccanico su cui si bilancia la parte superiore del corpo. Nel suo ruolo di bacino, la Pelvi contiene i visceri addominali.  Spessissimo, in un corpo disorganizzato, il contenuto addominale è sostenuto semplicemente dai muscoli e dalla pelle della parete addominale anteriore. Mentre, in una Pelvi bilanciata il contenuto addominale  viene  sostenuto dalla Struttura. Una Pelvi è bilanciata quando: l’orizzontale tra il coccige e il pube e la verticale tra il pube e la spina iliaca antero-superiore formano un angolo di 90°.
L’inclinazione pelvica è direttamente collegata alla posizione del tratto lombare della colonna e del sacro.
In una Pelvi sbilanciata la tensione si riflette sulla giunzione Lombo-Sacrale e il movimento è inibito. Questa è  una  delle articolazioni  più importante del corpo.
Come abbiamo detto, l’inclinazione  pelvica è in diretto rapporto con la posizione del tratto lombare della colonna.
Inoltre, la Pelvi si deve conformare alla gamba. La testa del femore è situata nell’incavo della Pelvi ( acetabolo ). Il bacino si adatta al movimento della coscia ruotando in questa articolazione. Quando una persona è in piedi, la gamba e il piede si organizzano principalmente in relazione al terreno, non al bacino. Il bacino si adatta al movimento ruotando leggermente intorno alla testa del femore.
L’articolazione sferica dell’anca ( acetabolo e testa del femore ) è forte e semplice, progettata perché ruoti con facilità praticamente in ogni direzione.
La testa del femore si inserisce nell’acetabolo dove è incapsulata, ed è fisata da legamenti. Numerosi muscoli legano la coscia alla Pelvi determinando l’orizzontalità di quest’ultima. Possono essere classificati e interpretati ( dal movimento direzionale che producono ) come adduttori, abduttori, rotatori, estensori e flessori.
Inoltre, per avere una funzione simmetrica e un buon equilibrio motorio, tutto deve essere bilanciato in termini di tono muscolare e di lunghezza.
Nella coscia, la rigidità o la flaccidità di ciascuno degli elementi miofacsiali trasmette immediatamente tensione alla Pelvi, specialmente all’importantissimo Pavimento Pelvico. Nella sua funzione massiva di sorreggere e trasmettere il peso, la coscia ha bisogno di una strutturazione potente. Uno dei suoi elementi più robusti è una pesante fascia protettiva, la  Fascia  Lata, un sostegno importante che ha, in gran parte, la responsabilità di mantenere l’uomo in posizione eretta. Il Tono della Fascia Lata è controllato da un muscolo, il Tensore della Fascia Lata. Esercitando costantemente questo muscolo, il tratto  fasciale ileotibiale si accorcia e si indurisce fino a sembrare un cavo di acciaio. Il tratto attraversa sia l’articolazione del ginocchio, sia quella dell’anca. In questa sede, può avvenire una compressione spaziale, e l’accorciamento della banda costringe  le  superfici  ossee  dell’articolazione ad avvicinarsi. Il primo effetto di tale compressione è quello di comprimere gli elementi cartilaginei ( i menischi mediale e laterale che separano le superfici ossee ).
Le articolazioni sferiche dell’anca, grazie alla loro struttura pesante, ben progettata, dovrebbero offrire un’ampia gamma di movimenti alla Pelvi sovrastante.
Il modo eccelso in cui sono state progettate permette uno spostamento del piano del bacino in modo potenzialmente libero ( ma non troppo ). Ma quando i tiranti di fissaggio e le strutture di sostegno non hanno più la stessa lunghezza e lo stesso tono, è inevitabile che l’uomo avverta ( consapevolmente o inconsciamente ) un’insicurezza di base.
Naturalmente la Pelvi deve essere inserita  nel tessuto corporeo, sopra e sotto, nella superficie ventrale e in quella dorsale. La superficie dorsale contribuisce a stabilire e mantenere l’estensione della fascia lombare che, a sua volta, determina la posizione del gruppo dell’erettore spinale, composto da tre principali muscoli Antigravitari: Spinale, Lungo del Dorso e Ileocostale. ( Il quadrato dei lombi, che si trova a maggior profondità, trae origine dalla cresta iliaca, più che dalla fascia lombare ). Una maggiore lunghezza ( e dunque una maggiore elasticità ) degli estensori offre resilienza ed estensione ai tessuti della parte superiore della schiena.
La Pelvi è una parte del corpo complessa poiché, si compone di svariate parti, svariate ossa separate. Il bacino incompleto costituito dalle singole ossa viene, infine, chiuso e completato dal Sacro. Il Sacro ha l’aspetto di un osso unico, di forma triangolare; questa apparente unità costituisce la base della Spina Dorsale. La Pelvi e la Spina Dorsale formano una sola struttura centrale di base. E’ chiaro che sottoponendo a sforzo l’una o l’altra, si avrà una ripercussione nel punto di maggior debolezza della struttura, di solito il tratto lombare della colonna ( all’altezza della quarta  o della quinta vertebra), proprio sopra il Sacro.
Qualunque tensione in un area può manifestarsi in dolore acuto e nell’incapacità funzionale. Se vogliamo allentare la tensione, è importante non trascurare alcuna componente miofasciale che contribuisce al bilanciamento Pelvico. Oltre agli abduttori e agli adduttori della coscia, altri gruppi muscolari partecipano al movimento pelvico: gli ischio-tibio-crurali, il gruppo dei glutei ( grande, medio e piccolo ) e i cosiddetti rotatori che si trovano sotto al grande gluteo.
Insieme formano un ponte tra la struttura ischiatica della Pelvi ( il sacro e l’osso iliaco ) e la coscia. Gli ischio-tibio-crurali, per il fatto di inserirsi al di sotto del ginocchio, intessono la gamba di una rete che connette le estremità inferiori e la   spina Dorsale.
Tutti questi elementi miofasciali, continuamente, creano o limitano la libertà del bacino.
La Pelvi è la chiave per il benessere dell’uomo, come i saggi insegnano dall’alba dei tempi.  Ma la chiave benefica non è, di per sé, la Pelvi.  
E’ il rapporto, che passa per la Pelvi, tra l’essere umano e il Campo Gravitazionale della Terra.  Forse la favoleggiata sede dell’Anima degli antichi non   si riferiva a un’entità strutturale, ma a un rapporto: il rapporto tra la Pelvi e il Campo Gravitazionale. Bilanciamento e Integrazione implicano simmetria delle singole ossa Pelviche e nel rapporto tra la Pelvi e il Campo Gravitazionale. In termini di tessuti e di ossa, significa che, in posizione eretta, il bacino deve essere orizzontale. I due punti elevati, i più sporgenti della cresta iliaca ( le spine antero-superiori ), devono trovarsi su una linea orizzontale. Se le spine antero-superiori sono allo stesso livello, lo saranno anche le tuberosità ischiatiche. Nei corpi viventi, i piani verticali sono più difficili da determinare di quelli orizzontali. Poiché i corpi viventi non sono di solito ben strutturati, le Pelvi viventi  sono, per definizione, non orizzontali, cosicchè è difficile imbattersi in un piano verticale.  Questo perché, le ossa sono dove sono a causa della posizione delle strutture miofasciali ad esse correlate.
Qualunque incidente, qualunque malattia che lasci cicatrici permanenti nel Tessuto molle interferisce con l’equilibrio. La presenza di Tessuto cicatriziale non elastico, in uno o più strati miofasciali correlati, rende impossibile il movimento combinato dell’antagonista. Il risultato è l’inibizione del movimento. Il movimento si deteriora progressivamente: l’inibizione costante di un movimento è seguita, in maggiore o minore misura, da atrofia locale. L’enorme importanza della Pelvi dipende anche dai numerosi gruppi muscolari che si inseriscono. Persino sulla superficie limitata della cresta iliaca, le insersioni miofasciali sono tante e molto vicine. Quando anche un solo menbro di quel complesso miofasciale tanto intricato non assolve al suo compito, ciò che accade è imprevedibile, ma ogni mancanza ha conseguenze che arrivano lontano. Adesso vediamo il rapporto che esiste tra il bacino e l’anca in una struttura funzionale in movimento. Il lavoro dell’articolazione dell’anca, punto d’incontro della Pelvi con la gamba diventa centrale poiché è questa Articolazione che determina la  simmetria.
Un’anca in buona salute è una Struttura solida, robusta, ben rivestita dalla carne. Con uno scambio chimico adeguato e una fisiologia appropriata, l’articolazione si muoverà liberamente sotto la Struttura sovrastante,  ben sostenuta.
Così i muscoli sono davvero liberi di muoversi; la guaina fasciale dell’uno scivola sulla superficie di quello adiacente. In questo modo le gambe non solo sostengono la Pelvi nella stazione eretta, ma anche, quando l’uomo si muove,   creano un equilibrio dinamico, dando risalto al ruolo dell’articolazione sferica. La limitazione dell’articolazione dell’anca o uno scarso adattamento comporta un rischio fisiologico serio, poiché le compensazioni, qui, distorcono il Pavimento Pelvico e interferiscono con la fisiologia della Pelvi. Per avere un’Integrazione adeguata della Struttura Pelvica c’è davvero bisogno che i suoi punti di riferimento ( spine iliache antero-superiori, pube, coccige e tuberosità ischiatiche ) si allineino tutti su di un piano orizzontale, quando l’individuo è in piedi.  
Sono tre le articolazioni che determinano il movimento della gamba: anca, ginochio e caviglia. E’ chiaro che un tal numero di superfici mobili ha potenzialmente una grande varietà di disadattamenti e disorganizzazioni, e ogni difficoltà che si registra in basso si rifletterà in alto, nella giunzione della testa del femore con l’acetabolo. Per avere un corpo efficiente e libero nei movimenti deve esserci bilanciamento tra i legamenti profondi, le ossa e le strutture prossime al margine superficiale.  
L’elasticità, vale a dire la capacità delle strutture legamentose di base  di adattarsi, dipende dalla scioltezza di movimento dei muscoli  sovrastanti e dalla loro relazione spaziale con quelli correlati più  profondi.
La Struttura legamentosa interna delle articolazioni rispecchia lo stato delle componenti più superficiali. La chimica e la fisica di entrambi i livelli sono determinate dal modo in cui l’articolazione si muove all’interno del Campo di Forza Gravitazionale. Una sollecitazione che interferisce costantemente con il movimento della articolazione nel campo suddetto, costituisce la prima pietra miliare sulla strada della compensazione e del deterioramento cronico.

LO   PSOAS  

Il muscolo Psoas è, sotto molti aspetti, uno dei muscoli più significativi del corpo. L’unità Psoas si compone di due sezioni, grande e piccolo, che insieme agiscono controbilanciando i Retti Addominali. Come tutti gli elementi importanti del corpo, ha molteplici funzioni. Lo Psoas gioca un ruolo importante nel sostegno generale del corpo; ne mantiene la Struttura e i rapporti. Ma è probabilmente con l’azione di sostegno al plesso lombare autonomo che esercita l’impatto maggiore; tramite i visceri innervati dal quel plesso, può esercitare un’influenza vitale sul benessere corporeo. Lo Psoas ha origine lungo il tratto lombare superiore ( i lati dei corpi vertebrali lombari e dei loro dischi intervertebrali, le inserzioni che si estendono posteriormente fino ai processi trasversi, e anteriormente fino al tronco del simpatico ). Dunque, per buona parte della sua lunghezza, procede lungo la superficie  anteriore delle vertebre lombari.
La sua origine si trova molto vicina alle due linguette del Diaframma chiamate Pilastri: grazie a tale contiguità, lo Psoas può coinvolgere lo schema Respiratorio. La stretta vicinanza del Diaframma all’origine dello Psoas implica il fatto che, se la funzione di quest’ultimo è imperfetta, ciò si riflette sul Diaframma e sulla gabbia toracica, di cui il Diaframma costituisce la base pieghevole e plastica. Sorto ai lati delle vertebre lombari, lo Psoas segue una via trasversa, a forma  di esse, verso il basso. Attraversa in diagonale la cavità pelvica, incrocia la cresta pubica e prosegue obbliquamente verso il basso, sulla capsula dell’articolazione dell’anca.   Si inserisce con un tendine che condivide con l’iliaco ( il tendine dell’Ileopsoas ) nel piccolo trocantere del femore. Ciò costituisce strutturalmente un ponte tra la parte superiore del corpo e le gambe. Il muscolo iliaco riveste internamente l’ileo, il grande osso del bacino. Tutto ciò che influenza direttamente il tono dello Psoas influenza anche, tramite l’iliaco, la Pelvi e ciò che essa contiene. In un corpo normale, durante la flessione lo Psoas dovrebbe estendersi e ritrarsi verso la colonna. Uno Psoas normale è una parte importante del reticolato di sostegno che mantiene il giusto spazio tra le vertebre lombari. Mantenendo una distanza adeguata tra le singole vertebre lombari, tale sostegno vertebrale garantisce la lunghezza complessiva del tratto lombare. Quando lo Psoas funziona secondo lo schema normale, allungandosi ad ogni movimento di flessione, le vertebre lombari non scivolano nella compressione e nell’allineamento sbagliato che dà inizio alla brutta Lombalgia.
Una grave anteriorizzazione del tratto lombare implica necessariamente uno Psoas inefficiente  o fuoriposto. Il muscolo Psoas determina la posizione Strutturale del Sistema Scheletrico. Tramite quest’ultimo influenza necessariamente il funzionamento fisiologico dei visceri. In  parole povere, il Plesso Lombare è un Plesso Spinale incassato nello Psoas, che consente l’intercomunicazione tra il Plesso Lombare e i Nervi Spinali emergenti dalla Spina Dorsale nei punti in cui si insrisce ( L1, L2, L3, e porzione di T12 ed L4 ). Le connessioni tra il Plesso Lombare e il Sistema Autonomo sono ampie e profonde. Una limitazione nel movimento o altre interferenze meccaniche nello Psoas influenzano il livello Metabolico Generale poiché esso è controllato dal Sistema Autonomo nel suo complesso. Il tronco Simpatico del Sistema Nervoso Autonomo si trova lungo tutta la superficie antero-laterale della spina Dorsale. Il Plesso Lombare con la sua rete di intercomunicazioni viscerali e muscolari, è il Plesso adiacente inferiore è incassato nella superficie dello Psoas. Una  debolezza Strutturale o un’insufficienza metabolica dello Psoas  influenzano, perciò, inevitabilmente il Plesso Lombare e i Plessi Autonomi adiacenti. Uno stato di buona salute del Plesso Lombare e dei Gangli autonomi adiacenti è fondamentale per il benessere del’uomo. Contribuisce, tramite l’apporto Nervoso, al buon funzionamento dei Reni  e delle Ghiandole Surrenali e assicura un efficiente Metabolismo al Sistema Riproduttivo. Il tono dei muscoli superficiali che delimitano l’addome è controllato da questo Plesso ( obliquo esterno, obliquo interno, trasverso, retto addominale). Il bilanciamento Psoas – Retto Addominale è vitale per l’individuo. Il bilanciamento Psoas – Retto Addominale è fondamentale sia nella meccanica della deambulazione, sia nella posizione eretta di riposo. Come abbiamo già detto, lo Psoas è un collegamento eccezionale tra le gambe e la parte  superiore  del  busto. Camminare  o  stare  in  piedi  senza  sforzo   implica    un bilanciamento preciso tra le gambe e il busto. Solo uno Psoas ben Strutturato può agire efficacemente su quest’asse. Purtroppo lo Psoas è spesso incapace di interpretare il ruolo che li compete. Nell’individuo disorganizzato, tende ad essere Strutturalmente Retrocesso, incollato alla rima Pelvica. Di solito, non viene coinvolto nell’andatura di una persona. L’allenamento a cui sono sottoposti gli atleti sottolinea il movimento ripetitivo dei muscoli esterni a spese di quelli interni ( intrinseci ); lo Psoas che si trova in una posizione più centrale di quella del Retto Addominale, soccombe più rapidamente all’esercizio improprio. Lo Psoas è unico sia per la sua struttura, sia per la funzione che svolge; nessun altro elemento miofasciale può farne le veci in modo soddisfacente. La camminata bilanciata, vigorosa ( in cui la gamba viene flessa tramite l’attivazione dello Psoas, non del Retto Femorale ) coinvolge tutto il corpo fin nel profondo. In una camminata di questo tipo, ogni passo ha inizio nella Dodicesima  Vertebra Dorsale, non nelle gambe; le gambe si muovono di conseguenza. Quando un corpo bilanciato cammina, non sono le gambe a dare origine al movimento; le gambe fanno da sostegno e seguono il movimento. Il Movimento inizia nel busto e si trasmette alle gambe tramite lo Psoas. Una camminata non equilibrata non solo mette sotto sforzo le gambe piegate, ma, nel movimento, esercita anche una trazione sul Diaframma. Qualunque interferenza con l’indipendenza dello Psoas, sia che provenga dal Diaframma, dal Retto Addominale o dal Retto Femorale, Distrugge lo  Schema. Nel concludere l’elenco dei punti chiave per realizzare un buon livello di   Integrazione Strutturale, dobbiamo continuare parlando della funzione  e del movimento. L’anatomia studia la posizione del corpo statico, ma la funzione è movimento; il movimento è vita. Il movimento è il segno della vita, ne è la straordinaria espressione. Da vivo, nessun corpo umano o animale è mai completamente immobile. Nel corpo umano ( come in ogni struttura biologica segmentaria ), il movimento è determinato dalle articolazioni. Perciò, valutare la struttura dell’articolazione anatomica è una chiave per comprendere i processi normali e metterli in opera per ottenere la Rieducazione Posturale del Corpo. Troppo spesso, si pensa vagamente a una articolazione come alla stretta vicinanza di due superfici ossee che si articolano. Nel contesto del movimento, un’articolazione è interazione dei muscoli e dei legamenti che si trovano sopra alla giuntura ossea o che ad essa si fissano. Se analizziamo il movimento, i muscoli che circondano un’articolazione si suddividono in significative categorie funzionali: abduzione – adduzione, flessione – estensione, rotazione, circonduzione.
Nella deambulazione, la Pelvi, la Coscia e la Gamba cooperano al  movimento complessivo e tutte le categorie sopra elencate possono essere chiamate in causa. In generale, camminare dritto davanti a sé non dovrebbe stimolare i Rotatori della Coscia. Questi dovrebbero trovarsi in uno stato di bilanciamento, a  Riposo.
Molta importanza bisogna dare ai Rotatori di questa parte del corpo poiché, esercitano un effetto profondo sul Bilanciamento Gravitazionale che è eguagliato solo dallo  Psoas.
I Rotatori sono composti da cinque singoli muscoli. Essi sono, dall’alto in basso: piriforme, gemello superiore, otturatore interno, gemello inferiore, otturatore esterno e quadrato del femore. Insieme legano il tronco agli arti inferiori. Dopo questa analisi dettagliata, mi soffermo ancora, ricordando l’importanza che riveste la Pelvi, sia dal punto di vista Statico che da quello Dinamico, nella Rieducazione Posturale del Corpo.
La Pelvi è il punto strategico del benessere individuale, ma in senso dinamico, evolutivo. Tecnicamente e anatomicamente, la Pelvi è un bacino. Vitalmente e fisiologicamente, è un rapporto di Energie, un sistema che funziona in modo ottimale solo entro il margine ristretto dell’equilibrio, che è necessariamente preciso.
Dopo aver esposto singolarmente i punti chiave dell’allineamento strutturale, ora dobbiamo convenire che per ottenere tale allineamento dobbiamo integrare adeguatamente i vari punti. Il nostro lavoro si occupa principalmente dei sistemi ricavati dal mesoderma.
Un Uomo Integro può evolvere solo quando il suo Sistema Nervoso è sostenuto internamente dal Reticolato Miofasciale, ed esternamente dal Campo Gravitazionale. L’Integrazione Miofacsiale dona forza e capacità di recupero molto più di qualunque terapia nervosa specifica o di qualunque vitamina. In un corpo le cui componenti si distribuiscono simmetricamente attorno ad una linea verticale, spreca meno energie in movimenti privi di significato e inutili tensioni. Perciò il nostro lavoro di Rieducazione Posturale si occuperà innanzitutto di far lavorare l’individuo allo sviluppo di un Asse Centrale Verticale del corpo, poi sviluppare degli assi orizzontali che forniscono con l’asse centrale angoli di 90°. Inoltre, il nostro lavoro richiede l’allineamento di cinque punti rilevanti sull’asse verticale: la parte mediana dell’orecchio, l’articolazione della spalla, l’articolazione dell’anca, il ginocchio e la caviglia. Questo è il presupposto per un allineamento Statico. Dopo aver ottenuto l’Allineamento Strutturale del Corpo a livello Statico dobbiamo svilupparlo anche a livello Dinamico, per poterlo trasferire nella vita quotidiana.
A questo punto interviene l’applicazione del  Taiji Quan che prende in considerazione il nostro corpo e lo sviluppa attraverso il coordinamento delle caratteristiche Dinamiche e Statiche nelle sue componenti: Spaziali, Energetiche e Ritmiche. Poiché   è   più    facile   cominciare  il  nostro  lavoro  a   livello  fisico,   attraverso il movimento, che non a livello emozionale, e comunque visto il profondo legame interattivo che esiste tra vita interiore ed espressione corporea, è facile capire che lavorando sul movimento si lavora anche sulla dimensione emozionale e psico-spirituale.   Vediamo ora come integrare il Taiji Quan nella Rieducazione Posturale del Corpo.
Dal punto di vista Spaziale gli elementi più importanti per avere un corretto allineamento dello scheletro sono:
–  Distendere la nuca in modo che la testa sia in equilibrio senza tensione, come sospesa dall’alto da un filo;
–  Rilassare le spalle;
–  Equilibrio senza ipertensione del bacino sulle teste femorali;
–  Ginocchia rilassate in dinamica tensione elastica;
–  Peso armonicamente distribuito nei piedi.
Dal punto di vista energetico bisogna armonizzare la giusta gerarchia funzionale tra forza centrale e periferica, per ottenere economia nello sforzo e   coordinazione nel movimento. Ciò significa che tutti i movimenti partono dall’asse centrale.  Dal punto di vista dei ritmi, tutto è sottoposto alla legge dell’alternanza: espansione e contrazione, yin e yang. Tra i ritmi fisiologici quello respiratorio è senz’altro il più importante e le sue basi sono:  
–  Il libero gioco del ventre in armonia con il movimento del Diaframma;
–  Il rilassamento dello Sterno per permettere alle costole di prolungare l’azione del Diaframma e dell’Addome.
Queste componenti sono interdipendenti e agiscono in perfetta armonia: infatti la concentrazione della Forza del Ventre è inscindibile da una corretta Respirazione, la quale è funzionale a un corretto Allineamento del Rachide. L’Allineamento del Rachide avrà Potenza ed Elasticità solo se l’appoggio sul bacino produce una forza tale da sostenerlo fino alla sommità. Requisito importante per poter cominciare un buon lavoro di Allineamento della Colonna Vertebrale e di conseguenza una buona pratica del Taiji Quan è il Rilassamento. Attraverso il Rilassamento sia muscolare che mentale che è il giusto equilibrio dinamico fra tensione e distensione, tra passività e attività, tra yin e yang si può arrivare alla vera padronanza del corpo. Attraverso il Rilassamento concepito Coscienza più Conoscenza del nostro corpo si ottiene la Consapevolezza. Per sviluppare la Coscienza e la Conoscenza bisogna praticare quotidianamente secondo il Principio delle Tre Forze :
–  Affondare il peso nei piedi ( radicarsi come l’albero che affonda le sue radici nella terra );
–  Far salire l’energia nel sincipite ( la forza che sale verso l’alto lungo la colonna vertebrale fino alla sommità del capo, per evitare di far ristagnare la forza nei piedi. Come un albero che dirige i suoi rami verso il cielo );
–  Centralizzarsi nel dantian ( la forza che collega le prime due e che fa partire tutti i movimenti dal centro come il tronco di un albero ).
Il corretto Allineamento Verticale dello scheletro ( portare l’energia nel sincipite  o sommità del capo ) comporta una statica economica in armonia con la Forza di Gravità; un corretto Allineamento Verticale richiede, inoltre, solide radici ( affondare il peso nei piedi ).  
La risultante di queste due forze opposte e complementari, la forza  verso il   cielo e la forza verso la terra, deve bilanciarsi, ovvero annullarsi, nel baricentro del corpo ( Centralizzarsi nel Dantian ). 
Quello che rende forte un albero non è la grandezza dei rami o del tronco, ma, la Forza delle sue Radici. Buone Radici permettono di assorbire le sollecitazioni esterne, di elevarsi stabili e sicuri, di essere centrati in se stessi non solo fisicamente, ma cosa veramente importante, Mentalmente ed Emozionalmente. Fondamentale in tutto questo è una Struttura Muscolo-Scheletrica perfettamente Connessa in grado di assorbire e scaricare le sollecitazioni, che ti permette il trasferimento della forza senza Attriti e Dispersioni. Dopo aver accennato a principi del rilassamento, esponiamo  adesso i principi fondamentali che guidano le posizioni del corpo e la pratica del Taiji Quan. La pratica del Taiji Quan è basata su otto Principi:
–  Principio delle Tre Forze ( già esposto in precedenza );
–  Le Tre  Chiavi di Controllo;
–  I Due  Sigilli;
–  I Cinque  Archi;
–  Le Sei Armonie;
–  Le Sei Direzioni;
–  Il Chan – Ssu  Chin;
–  I Tre  Poteri.
Per comprendere meglio il loro significato li analizzeremo singolarmente.

Le  Tre  Chiavi di Controllo

Prima Chiave: la settima vertebra cervicale  C7  collega i due archi delle braccia, legando insieme in tensione dinamica, la Spina Dorsale, le Scapole, le Spalle, le Braccia, i Gomiti e le Mani.

Seconda Chiave: l’undicesima vertebra toracica  T 11  ( arco dorsale ) lega insieme tutti i cinque archi.

Terza Chiave: l’osso  sacro collega i due archi delle gambe, legando insieme in tensione dinamica, la Spina Dorsale, il Bacino, le Ginocchia e i piedi. Se il Principio delle Tre Forze è il primo su cui bisogna lavorare, il secondo è senz’altro quello delle Tre Chiavi di Controllo poiché, esse sono disposte lungo la Struttura Portante del corpo: la Colonna  Vertebrale. Le Tre Chiavi  sono snodi funzionali che interconnettono, controllano e gestiscono il gioco Statico – Dinamico della Struttura Uomo nello spazio, il flusso del movimento attraverso il corpo, la circolazione dell’energia nei canali. Senza il loro controllo la Forza della Terra, causa le curve fisiologiche della Colonna, non può essere trasmessa in maniera ottimale dai piedi fino alle mani. Perché  possa fluire senza dispersioni occorre verticalizzare la colonna riducendo al minimo le Tre curve: la  Lombare, la Dorsale e la Cervicale. Fondamentali in questo gioco di Allineamento sono il Collo  e  l’Osso Sacro, che sono come le estremità di un arco che per poter essere teso deve essere  Connesso  da una potente ed elastica corda  I  Muscoli  Paravertebrali. Nella naturale posizione eretta il Sacro è spinto in fuori e tutte le Vertebre Lombari sono  Chiuse, ma quando si pratica deve essere allineato e  Rivolto verso Terra, così che le Lombari  Aprendosi diano inizio al processo di  Allungamento della Colonna, che prosegue Spingendo in Fuori  T 11  e  Incassando il Petto leggermente  ( T 5 e T 6 ). Infine si raddrizza la Zona Cervicale agendo sulla  C 7 e sul  Cuscino di Giada alla base del Cranio ( la zona delle prime due vertebre, l’atlante e l’epistrofeo ). L’importanza dell’Osso Sacro non sarà mai messa abbastanza in evidenza. Esso svolge due importanti funzioni. La prima è una funzione di ancoraggio di tutta la Struttura Corporea al terreno: bisogna cercare di spingerlo verso il basso come volerlo conficcare nel terreno simile al picchetto di fissaggio dei tiranti di una tenda; la seconda è una funzione direzionale simile a quella del timone di una barca o della coda di un pesce.

I   Due  Sigilli  o  i  Due  Poteri
Al centro del corpo e alla regione lombare e dei reni sono proprie  la Forza e  la Stabilità.
Alla parte superiore, invece,  la  Mobilità  e  la  Finezza. Ogni parte ha quindi una sua precisa funzione da svolgere e la perfetta coordinazione con le altre ci consente di esprimerci al meglio,  sia quando camminiamo sia quando pratichiamo un’attività sportiva o artistica. Quando la Struttura è correttamente Verticalizzata con l’Allineamento dei tre blocchi strutturali del Tronco ( Bacino, Torace e Testa ) bisogna imparare a renderla potente sviluppando il Potere dei  due  Sigilli: la  Vita  e  il  Collo. Questi snodi sono fondamentali per un corretto uso, la Forza del Collo ( ding  jing )  e della  Vita ( dong jing ). Inoltre, costruiscono la Forza  dell’Arco Dorsale che sorregge gli Archi delle braccia e delle gambe ( i cinque archi ).
Se non ci sono questi due Poteri manca la Forza Propulsiva per poterli  Tendere.
Solo il Centro del corpo, regione lombare e reni, dà stabilità e forza propulsiva per lanciare tecniche potenti, la posizione del collo ne determina la precisione. Quando la Struttura è perfettamente Allineata e Connessa, le Tre Chiavi di Controllo perfettamente attive, la Vita  e il Collo irradiano forza ed energia, allora si sviluppa il Potere dell’Asse  Centrale ( Zhong  Ding  Jing )e i cinque   Archi possono diffondere in pieno la loro forza. L’Asse Centrale scorre davanti alla colonna ed è un Asse  Virtuale  non Fisico, intorno al quale tutto il corpo ruota.

Principio  dei  Cinque  Archi

Il nostro corpo possiede Cinque Archi:  due sono la Braccia, due sono le Gambe e il quinto è la Spina Dorsale. L’Arco delle Braccia ha i suoi estremi nel polso e nell’articolazione della spalla con la clavicola, e il gomito ne è il punto centrale. L’Arco della Gambe ha i suoi estremi nell’articolazione della caviglia e nell’articolazione del femore, il ginocchio ne è il punto centrale. L’Arco della Colonna Vertebrale ha i suoi estremi nel coccige e nella prima vertebra cervicale ( atlante ), l’undicesima vertebra toracica T 11 è il suo punto centrale. Questo Arco è quello che lega insieme gli altri due. Integrare funzionalmente l’azione di questi cinque Archi, cioè fargli agire come se   fossero uno, è di importanza fondamentale sia per muoversi con grazia ed armonia, sia per esprimere potenza ed energia in qualsiasi attività, sia essa artistica, sportiva, marziale, lavorativa e salutare.  
I punti fondamentali sono:
–  La settima vertebra cervicale ( C 7 archi delle braccia )  che lega insieme in tensione dinamica la spina dorsale, le scapole, le spalle, le braccia, i gomiti e le mani.
–  L’osso sacro ( archi delle gambe ) che lega insieme in tensione dinamica la spina dorsale, il bacino, le gambe, le ginocchia e i piedi.
–  L’undicesima vertebra toracica  ( T 11 arco dorsale ) che lega insieme tutti i cinque archi. Controllando e integrando funzionalmente tutta la Struttura, permetteremo alla Forza di passare attraverso la Struttura Scheletrica senza sforzo muscolare, ottenendo così un ottimo risultato a livello salutare e lo sviluppo della Forza Interiore. Quando gli Archi , sorretti dalla Forza Propulsiva della Vita e del Collo (i Due Sigilli) lavorano insieme perfettamente coordinati e connessi dalle Tre Chiavi di Controllo ( C 7 vertebra cervicale, T 11 vertebra toracica e osso sacro ), sviluppano una potente Forza a Spirale ( zhan-ssu jing ), simile a quella di un ciclone, che tutto travolge. Questa Forza si sviluppa dall’Asse Centrale del Corpo.

LE   SEI   ARMONIE

Questo principio, è diviso in due parti: le tre Armonie Interne e le tre Armonie Esterne.
Armonie  Esterne: mano in armonia con piede, gomito in armonia con ginocchio, spalla in armonia con anca.
Armonie  Interne:  mente – intenzione,  intenzione – qi,  qi – forza.
Le tre Armonie Interne tra  Yi – Qi – Jing concernono la dimensione Psico- Energetica e Spirituale.Le tre Armonie Esterne sono prettamente Fisiche e concernono non solo i movimenti sincroni di mano- piede, gomito-ginocchio, spalla –anca, ma, cosa più importante, la Connessione Strutturale ( Armonia ) tra Sistema muscolo-tendineo e osteo-articolare.  
Che vuol dire:
–  Prima Armonia, quando un muscolo si muove sinergicamente si devono muovere all’Unisono tutti gli altri;
–  Seconda Armonia, le Ossa devono essere ben allineate per sostenere e armonizzare la Struttura generale del corpo e devono muoversi a Spirale come dei serpenti;
–  Terza Armonia, il Sistema Muscolo-Tendineo deve lavorare in sintonia con quello  Osteo-Articolare. Quando le Sei Armonie sono realizzate si sviluppa la Consapevolezza della Forza nelle  Sei  Direzioni fondamentali: alto-basso, destra-sinistra, avantidietro. Tutto questo sarà possibile effettuando un lavoro sul Tessuto Connettivo Mio-Fasciale che  Riveste, Separa e Connette tutte le parti del corpo.

LE   SEI   DIREZIONI

Nel Taiji Quan il corpo si comporta come una Sfera di Energia e si sviluppa la Consapevolezza della Forza che si esplica uniformemente nelle Sei Direzioni fondamentali ( alto-basso, avanti-dietro, destra-sinistra ). E’ come in un pallone, dove la spinta interna è uniforme in tutte le direzioni. Con lo sviluppo della Forza nelle Sei Direzioni il cerchio si chiude, e si ritorna al punto di partenza: il corpo diventa una Sfera di Energia che ruota intorno al proprio  Asse  di equilibrio  ( Zhong  Ding ); le varie parti Strutturali si integrano funzionalmente tra di loro e si bilanciano l’una con l’altra: altabassa,  destra-sinistra, avanti-dietro, interno-esterno; il gioco dinamico delle forze raggiunge il suo punto di bilanciamento nel Centro del Dantian Inferiore, e si sviluppa la capacità di difesa in tutte le direzioni contemporaneamente. Integrare le varie parti strutturali e bilanciare le forze in gioco richiede attenzione e una precisa conoscenza del rapporto che esse intrattengono fra di  loro, non bisogns fare confusione, altrimenti si rischia di vanificare ogni sforzo. La parte bassa deve essere Solida, Forte, Stabile, Yang, deve fornire una base di appoggio sicura; la parte alta deve essere Flessibile, Elastica, Mutevole, Yin; lo stesso rapporto esiste tra la parte posteriore e l’anteriore: sono come l’arco e la sua corda; anche la parte interna e l’esterna devono intrattenere un preciso rapporto Yin – yang che non deve essere alterato:
l’Interno del corpo deve essere forte come l’acciaio e concentrato ( Zhong  Ding ), l’Esterno morbido ed elastico.
In tutte le posizioni dobbiamo avere questa precisa gerarchia: Forte sotto – Elastico sopra; Forte dietro – Flessibile avanti; Forte l’interno – morbido l’esterno. La parte destra e la sinistra hanno, invece, un rapporto mutevole: si scambiano continuamente il ruolo inseguendosi come le onde dell’oceano.

CHAN  –  SSU   CHIN  o   Energia  a  Spirale

Questa Forza, che nasce dai movimenti a spirali del corpo, e particolarmentedalle Anche, e che si manifesta in movimenti di rotazione e rivoluzione delle

mani, non si sviluppa in una sola direzione, ma è analoga a quella che

sviluppa un serpente per muoversi.

Di conseguenza i nostri movimenti interni ed esterni devono essere

tridimensionali, in qualsiasi momento ed in ogni posizione.

I  TRE  POTERI :  YI  –  QI  –  LI

 

YI =  Volontà, Intenzione, Desiderio, Anticipare ( Potere della Mente );

QI =  Aria, Soffio, Energia Vitale                           ( Potere dell’Energia );

LI =  Potere, Forza, Abilità                                     ( Potere del Corpo ).  

I tre aspetti di Mente, Corpo ed Energia non possono essere trattati

separatamente perché costituiscono un tutt’uno inscindibile simile ad un

ologramma, dove ogni parte contiene l’altra e il lavoro svolto su una

qualunque di esse influenza in maniera diretta anche le altre.

Per evidenziare il profondo legame tra le varie componenti, nel Taiji Quan si

dice che la Mente comanda, l’Energia segue e il Corpo esegue.

 

Yi   Potere della Mente – stadio cielo

Possiamo   definire   Yi    il    tramite  di   unione   tra   Li ( dimensione fisica ) 

e   Qi    

( dimensione energetica ).

Esso può, simbolicamente e sinteticamente, essere inteso come la qualità di  

colui che, perfettamente centrato nel proprio Spirito, controlla  sia il proprio  

Corpo, sia la propria Mente.

In realtà si tratta  di un’idea molto più complessa che coinvolge la Mente, nei

suoi molteplici aspetti; il Corpo, con le sue potenzialità; e lo Spirito, o Shen.

Secondo la tradizione cinese, Yi ( il pensiero ) nasce dall’Energia Spirituale o

Shen, come tale rappresenta il Pensiero o l’Immaginazione Creatrice, che si

manifesta attraverso l’Organo Xin o Cuore ( dove il carattere Xin indica non

solo il cuore inteso come organo, ma anche come centro dell’attività

mentale, quindi come sinonimo di mente ).

Queste relazioni tra Energia Spirituale ( Shen ) e Pensiero ( Yi ) è tra Cuore (

Xin ) e Pensiero, non sono in contraddizione, ma chiariscono in modo

preciso il lavoro fisico dell’essere umano in cui questa Forza Creatrice si

manifesta.

Possiamo esprimere sinteticamente YI con  Cuore – Mente, che implica

quindi, il concetto di  Consapevolezza Intuitiva.

Riguardo alla Consapevolezza: molto semplicemente possiamo dire che la

Leggerezza non è disgiunta dal  Rilassamento, e che questo affina la

Consapevolezza, e la Consapevolezza sviluppa la percezione del Pieno e

del Vuoto.

Il Pieno e il Vuoto portano al Mutamento, il Mutamento genera lo Yin e lo

Yang.

L’Intuizione intellettuale può essere , invece definita Sopra-Umana perché

discende direttamente dall’intelligenza Universale, che risiede nel Cuore,

centro dell’essere, punto di contatto con il Divino.

L’insieme  di  Intuizione  e  Consapevolezza  ( Consapevolezza Intuitiva ) 

danno la

capacità di Conoscere e di essere Coscienti senza mediazioni Intellettuali, in

maniera Diretta  e Immediata.

La conoscenza del Cuore opportunamente sviluppata, permette una presa di

coscienza delle Potenzialità del Corpo e della Mente.   

E’ lo stato in cui non c’è Disarmonia tra  Pensiero ed Azione, in cui la

Consapevolezza si fonde con l’Azione, facendo si che i movimenti del corpo

siano perfettamente allineati al flusso della nostra Intenzione Cosciente.

Uno stato nell’eccellenza delle prestazioni non richiede Sforzo Alcuno.

Corpo, Mente ed Energia si fondono in un più alto Stadio Dimensionale

che rappresenta la Quintessenza delle Potenzialità Individuali: lo

Stadio Spirituale o Shen.

Il Taiji Quan rappresenta un metodo scientifico per sviluppare questo stato in

maniera Cosciente.

QI   ENERGIA   VITALE  –  Stadio  Uomo

Studio dello Stadio Energetico ( Qi Gong )

Qi = Energia, Aria, Soffio, Respiro.

Gong = Lavoro, Esercizio di abilità, Allenamento.

Potremmo quindi tradurre con allenare e lavorare con l’Energia. Lo studio

del Qigong è eseguito adottando certe posizioni del corpo, regolando il

Respiro e concentrando la Mente.

Questa antica scienza insegna che la salute del corpo è determinata dal

corretto equilibrio del flusso della nostra Energia Vitale o Qi, e che la

malattia non è altro che la manifestazione esteriore del suo squilibrio.

Lavorando sul nostro corpo con il Qigong noi trasformiamo l’Energia Vitale

grezza in Qi per nutrirlo.

Questa trasformazione, che possiamo chiamare  L’Arte di nutrire la Vita si

basa essenzialmente sui principi del  “ San Bao “,  i Tre Tesori o le Tre

Gemme, cioè le Tre Forze o Energie Universali, che operano nell’uomo e

sono indispensabili alla sua esistenza.  Essi sono:  il Jing la Forza

essenziale ( Essenza ), il Qi l’Energia o Soffio Vitale, e lo Shen o Spirito.

La conservazione e il nutrimento di queste Tre Gemme ha come obbiettivo  

La Longevità.

Le tecniche utilizzate sono tantissime ma tutte si basano su tre presupposti

indispensabili:

–  il controllo del corpo, per mezzo di determinate posizioni;

–  il controllo del respiro, per mezzo di esercizi di respirazione;

–  il controllo della mente, per mezzo della meditazione, della

concentrazione e del distacco.

Le Tre  Gemme vengono elaborate e trasformate nei Tre  Dantian. La loro

localizzazione nel corpo è la seguente:  

–  il Dantian Inferiore è localizzato nel ventre al disotto dell’ombellico, è la

sede  dell’Essenza Vitale o Jing;

–  il  Dantian Medio è localizzato nel torace all’altezza cuore, è la sede del

Soffio o Qi;

–  il  Dantian Superiore è localizzato nella testa ed è la sede  dell’Energia 

Spirituale o Shen.

Ognuno di questi campi è una tappa fondamentale  del lavoro

Psicofisiologico di trasformazione che si svolge in successione, partendo da

quello inferiore.

Il vero Centro della nostra Struttura Fisica è la Colonna Vertebrale e dalla

sua salute Strutturale dipende la  Salute Strutturale ed Energetica di tutto

il corpo.

Per questo motivo bisogna praticare come propedeutica al Qigong gli

esercizi di Allineamento Strutturale.

LI   POTERE   DEL   CORPO  –  Stadio  Terra

Lavoro sul piano prettamente Fisico: Allineamento Strutturale e In  

tegrazione Funzionale delle caratteristiche Statiche  e Dinamiche del

corpo nelle sue componenti fondamentali.

In modo molto semplice cercherò di spiegare che la correttezza delle

posizioni è fondamentale per il progresso della pratica del Taiji Quan e per

l’Integrazione Strutturale del Corpo.

Il movimento è la base della Vita. Ogni nostra azione, dal parlare al vedere,

dall’ascoltare al respirare, dal percepire al pensare, nasce dal movimento.

Esso comprende tutti i cambiamenti Spazio-Temporali, nello stato e nelle

posizioni del corpo e delle sue parti; occupa gran parte del nostro Sistema

Nervoso.

I movimenti del nostro corpo riflettono lo stato del nostro Sistema Psicofisico,

essi possono permetterci una chiave di lettura a vari livelli: Fisico,

Emozionale e Psico-Spirituale.

La base per far muovere il corpo con grazia, armonia ed energia sono:

–  l’agilità e la scioltezza;

–  la coordinazione;

–  il ritmo;

–  l’ottimizzazione dell’uso della forza;

–  la creatività.

Molta  importanza,  nell’Allineamento  Strutturale,   ha   la  Colonna 

Vertebrale  che  

costituisce  L’Asse Portante del Corpo ed il Legame tra Ventre e Testa.

Nel Taiji Quan, per emettere la Forza Interna  ( Fa Jing ) bisogna avere

Buone Radici, essa è guidata dalla  Vita e si manifesta nelle  Dita  dopo

essere stata Emessa dalla Spina Dorsale.  

Intorno ad essa si articolano diversi sistemi:

–  il Sistema Nervoso Centrale;

–  il Sistema Nervoso Simpatico e Vegetativo;

–  il Sistema Osseo costituito dalla Vertebre;

–  il Sistema Muscolare che assicura la posizione eretta ed i relativi movimenti

della Colonna.

La Colonna Vertebrale deve rispondere a due requisiti meccanici opposti:

Rigidità e Flessibilità.

Questo è possibile perché ha una Struttura a Sartie, simile a l’albero di una

nave.

Questo albero maestro del corpo è posato sul Bacino e si innalza fino al

capo e a livello delle spalle sorregge una grossa Trave trasversale: il

Cingolo Scapolo-Omerale.

Disposti come le Sartie di una nave, a tutti i livelli, si incontrano dei Tiranti

Legamentosi e Muscolari che hanno il compito di Ancorare la Colonna al

Bacino.

Un secondo sistema di Sartie si trova a livello del Cingolo Scapolare.

Questi Tiranti Muscolari hanno un’azione Dinamica e regolano

automaticamente, sotto la guida del Sistema Nervoso Centrale, la loro

Tensione per mantenere un equilibrio corretto.

Possiamo sintetizzare che al Centro del Corpo e della regione Lombare e

dei Reni sono proprie la  Forza e la Stabilità.

Alla parte superiore, invece la  Mobilità e la Finezza.

Ogni alterazione di questo rapporto, sia essa una debolezza nel Centro del

Corpo  o una contrattura nella parte Alta, comporta una fragilità Strutturale

e una Usura Prematura, specie se si pratica una qualsiasi attività sportiva

senza una opportuna Rieducazione Strutturale.

Molta importanza, in questo, hanno i Muscoli Posteriori della Schiena.

Per avere muscoli Potenti ed Elastici non bisogna fare sollevamento pesi,

perché questo dà potenza a scapito della  Elasticità.

Quindi, per preparare i nostri muscoli dobbiamo farlo con un Sistema di

esercizi ben Strutturati in grado di agire non solo a livello Fisico ( muscoli,

tendini, articolazioni ed ossa ), ma anche a livello Energetico ( circolazione

del Qi nei canali ) e Mentale    ( un migliore equilibrio psico-fisico ).

Questi esercizi, chiamati Power Stretching, non sono altro che delle

specifiche tecniche di Qigong.

Lo Stretching, comunemente conosciuto, esplica un’azione di allungamento

passivo sui muscoli.

Il Power Stretching, invece, coniuga l’Allungamento Attivo  con lo

sviluppo della  Potenza e della Forza Elastica.

Questa Distensione Attiva si ha quando si prolunga lo Stiramento con

un’azione finalizzata, quando cioè si lavora per Forze Contrapposte.

Il movimento ha origine sempre nella direzione opposta: occorre prendere

Coscienza di questo dualismo. Per spostarsi verso destra bisogna spingere

sulla gamba sinistra, per poter saltare in alto bisogna piegarsi  verso il

basso.

In ogni movimento quando una parte del corpo va in un senso, l’altra deve

andare nel senso opposto.

Il Power Stretching, lavora rinforzando i muscoli Profondi e distendendo e

allungando quelli Superficiali.

I normali esercizi di Potenziamento mirano a sviluppare i muscoli

Superficiali, già ipersviluppati, trascurando i muscoli Profondi.

Questo altera la giusta gerarchia Funzionale: i muscoli superficiali, che sono

muscoli di movimento, diventano Ipertrofici e Contratti, serrano il corpo in

una specie di Armatura che provoca una spiacevole sensazione di disagio:è

come sentirsi imprigionati dalla propria stessa forza.

I muscoli profondi diventano Flaccidi e Deboli, perché il loro lavoro viene

svolto dai muscoli superficiali.

I Vantaggi del Power Stretching sono:

–  allungamento dei muscoli superficiali;

–  potenziamento e ristrutturazione di quelli profondi;

–  presa di coscienza della interdipendenza reciproca delle articolazioni e

delle varie parti del corpo;

–  corpo che si muove insieme come una singola unità;

–  sviluppo della potenza e della elasticità;

–  sviluppo della forza interna o Jing.

Abbiamo visto che la Colonna Vertebrale è l’Asse Portante del corpo ed è il

Legame tra Ventre e Testa, e contiene e protegge il Sistema Nervoso

Centrale.

Questa protezione viene svolta dal fluido Cerebro-Spinale, cerebro per la

testa, spinale per la colonna vertebrale.

Questo fluido viene messo in attività da due Pompe. Una è la Pompa

Sacrale, costituita dall’Osso Sacro da cui prende il nome, l’altra è la Pompa

Craniale, situata nella zona tra Collo e Testa.

Molto importante è questo sistema non solo per la Statica del corpo, ma

anche per l’Equilibrio Energetico.

Si dice che la Pompa Sacrale è simile ad un Laboratorio che non solo

Raffina l’Energia che arriva dallo sperma, dalle ovaie e dal perineo, ma

inoltre Dinamizza e  

Spinge con i suoi movimenti il Fluido Cerebro-Spinale contenuto nella

Spina Dorsale.

Pompa Craniale.  Il Cranio  viene considerato la maggiore  Pompa  per la

circolazione dell’Energia.

E’ stato scientificamente dimostrato che durante respirazione avvengono dei

micro movimenti  delle Suture delle Ossa del Cranio.

Questi micro movimenti e il movimento Craniale stimolano la Circolazione e

il Funzionamento del Liquido Cerebro Spinale, il quale è necessario al  

Cervello, alla Spina Dorsale, ai Nervi e all’Energia Vitale  ( QI ).

 

CONCLUSIONE

Inizialmente abbiamo parlato dei punti chiave su cui si basa il lavoro

dell’Integrazione Strutturale.

Questo Sistema, sottolinea la necessità, nel Corpo Umano, di un ordine

schematizzato.

E’ un metodo fisico per produrre una migliore funzionalità del corpo,

allineandone i segmenti.

La comprensione esauriente della Struttura Umana comprende non solo la

persona fisica, ma anche, a lungo andare, la sua psicologia:

comportamento, atteggiamenti, capacità.

C’è uno schema nel corpo, e lo si può vedere nella sagoma.

Dobbiamo imparare a vederlo, e sapere con sicurezza che una certa

sagoma allude a elementi sottostanti che si accordano tra loro in un certo

modo.

L’Integrazione Strutturale è un sistema che spinge al cambiamento verso

uno Schema Ordinato.

In generale, si tratta di Bilanciare i Rapporti tra le Fasce Muscolari.  La

chiave di tutta l’esperienza Vitale è il Movimento; nella Struttura Umana,

divisa in segmenti, il Movimento si esprime  tramite le Articolazioni.  

Negli umani, la componente Miofasciale determina l’idoneità delle

Articolazioni.

Il corpo umano è un sistema complesso, un insieme consolidato di segmenti,

la cui chiave di volta è  La Pelvi. Le Percezioni, le Risposte e il

Comportamento di tale complesso integrato, non dipendono dalle unità

interne all’involucro, ma dalle loro Relazioni. Un lavoro ben riuscito di

Integrazione Strutturale dipende da rapporti spaziali idonei tra le varie

componenti corporei, oltre da un lavoro sul Campo Energetico.

Ciò significa che l’efficienza Vitale o Psichica di un uomo nel suo complesso,

è determinata non dal singolo livello energetico di ognuno dei Sistemi

costitutivi, ma dal funzionamento di tutti, dalle loro relazioni reciproche nel  

Soma dell’Individuo.

Adesso vediamo come il taiji Quan viene applicato alla Rieducazione

Posturale del Corpo.

Poiché la pratica del Taiji Quan è basata su vari livelli: Fisco, Energetico e

Psico-Spirituale, e considera cioè il  Poter del Corpo ( LI ),  Potere della

Mente  ( YI ) e Potere dell’Energia  ( QI ), possiamo dire che lavorando sulla

Integrazione Strutturale abbiamo già applicato una parte del Taiji Quan e

precisamente la parte  Stadio Terra, che si occupa dell’Allineamento

Strutturale e Integrazione Funzionale delle caratteristiche Statiche e

Dinamiche del corpo.

Continuando nella pratica, svilupperemo il lavoro Energetico secondo i

Principi del Qigong,  meta alquanto ardua, come mi insegna l’esperienza di

questi anni dedicati al Taiji Quan e che ancora personalmente, risulta non di

facile apprendimento.

In fine completiamo questo lavoro con l’aggiunta del terzo Potere, quello

della Mente, ancora più difficile da apprendere, che interagendo con gli altri

Poteri porterà al fine ultimo:  un corretto allineamento strutturale, che

comporta  

una statica economica e un corretto utilizzo della colonna vertebrale in 

armonia con la forza  di gravità, un potenziamento fisico-energetico del

corpo ed in fine un lavoro sul nostro vissuto interiore eleverà il nostro

livello di chiarezza e di consapevolezza, con benefica ricaduta sulla

nostra mente che diventa calma e tranquilla, e sul nostro corpo che

diventa rilassato e forte.

RISULTATO DELLA PRATICA DEL TAIJI QUAN.

Come in una orchestra ogni strumento viene  ACCORDATO   e   

SUONATO    insieme agli altri per ottenere un’unica e meravigliosa  melodia,

così nel nostro corpo ogni singolo muscolo, ogni singola articolazione

devono essere Accordati e Sincronizzati con tutti gli altri, così che esso si

muova  all’Unisono con Agilità, Potenza ed Energia.

QUESTO E’ IL VERO POTERE DEL CORPO.

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