Abanera Nicola 3° anno corso istruttori Taiji Quan stile Chen

Ipotesi di lavoro dal Titolo  

Il Taiji Quan simbolo dinamico

              Ovvero

 Spunti di riflessione sugli archetipi universali nel Taiji Quan  

 Contenuti .

  • Disegno simbolico della forma.
  • Orientamento ( punti cardinali, orientamento astronomico ).
  • Meridiani interessati.
  • Gli otto vasi meravigliosi.
  • Colonna vertebrale (asse corporeo, asse terrestre, percezione fisica ).
  • Proporzioni armoniche ( il taiji personale ).

L’immagine riportata nella copertina è tratta da Roob A. “Alchimia & Mistica”

L’ultima visione di Hildegard von Bingen, trascritta tra il 1163 ed il 1173, ha per oggetto la posizione dell’uomo nel piano della Creazione divina. Sotto forma di una rossa figura cosmica, le apparve in cielo l’amore divino del figlio, sovrastato solo dalla bontà del Padre. Sul suo petto è visibile <ruota del mondo>, con il chiaro fuoco dell’amore ed il fuoco oscuro del giudizio quali limiti esterni dell’Universo. Le dodici teste di animali rappresentano i venti e le virtù, che costituiscono il sistema dei rapporti in cui l’uomo può prendere posto in  quanto coronamento della Creazione.

Hildegard von Bingen, Liber Divinorum Operum, XIII sec.

                                             “Tutto ciò che esiste comincia dal nulla ed esce dal vuoto”

                                                                                                        Lao Tze

Questa mia tesi di fine corso triennale per istruttori di  Taiji Quan stile Chen vuol essere una riflessione riguardo a dei punti non comunemente toccati , poco tecnici, e poco conosciuti anche da me ma che ritengo, per qualche particolare motivo, essere alla base dell’esistenza energetica generale.
Quindi, la mia esposizione per la complessità dell’argomento non vuole essere certo esaustiva ma, offrire degli spunti di ricerca che possano stimolare anche altre persone, le quali, magari in futuro e secondo le proprie inclinazioni personali, potranno approfondirli.
Molto sì è già detto e scritto dell’aspetto puramente tecnico del taiji.
Siamo stati abituati fin da subito in questo corso a superare la mera parte mnemonica di conseguimento della forma dando risalto ad aspetti più tecnici particolari ed approfonditi.
Nel corso del triennio, con la grande pazienza del maestro Flavio Daniele come pure con l’aiuto dei suoi scritti e videocassette, sono stati esaminati aspetti che pur essendo tecnici sono comunque molto distanti dal modo di vedere il taiji generale, e cosa molto importante, a mio avviso, portano l’attenzione e guidano la percezione verso cose sempre più sottili ed interne, con il risultato piano piano di mettere l’allievo in grado di poter tradurre la teoria in pratica.
Come ad esempio la teoria dello yin e dello yang, polarità energetiche opposte molto radicate nella tradizione cinese ma, poco più che un simbolo bianco e nero un po’ alla moda per noi occidentali.
Dicevo quindi di tradurre concetti simili in pratica, in percezioni fisiche, sperimentabili dal praticante.
Ed è questo il momento di somma soddisfazione, quando finalmente sì capisce con il corpo e sì comincia a percepire “un non so che” la quale potrebbe essere finalmente, la tanto nominata e ricercata energia interna.
Però noi occidentali rischiamo di fare di questa introspezione sempre più particolareggiata e minuziosa, una pericolosa serie di frazionamenti e suddivisioni ulteriori, tipica della nostra mentalità; un po’ come la moderna medicina che cerca la vita in porzioni sempre più piccole ed infinitesimali.
Perciò questo mio spunto va di colpo in senso opposto, facendoci pensare che esiste un ordine superiore e totale.
Credo che per noi allievi, arrivati al terzo anno di studio non dovremmo più mettere in dubbio la struttura interna del taiji, anche se siamo consapevoli della lunga strada che abbiamo in questo senso ancora da percorrere, ma siamo altresì pronti ad accettare una nuova sfida che potrebbe portarci un giorno a percepire la nostra energia interna, e noi stessi nella nostra totalità veramente come una parte del tutto e non solo in senso teorico.
Pertanto l’obiettivo di questo lavoro sarà quello di far percepire un ordine superiore, mediante l’approfondimento di alcuni punti i quali sì riallacciano di volta in volta con la più antica tradizione occidentale e/o con tradizioni tipicamente orientali.
L’idea che voglio suggerire è che dopo aver ottenuto, con la nostra percezione ordinaria la sensazione di energia tentare di dare una continuità di pensiero alla parola energia la quale, così come la percepiamo per quanto sottile, è sicuramente ancora ad un livello fisico.
La prima cosa che mi viene da chiedermi è: l’origine di questa forza straordinaria sì trova all’interno del mio corpo o è collocata fuori?
Il ragionamento porta ad individuare sia una origine interna sia una fonte esterna, immensa, inesauribile che, di volta in volta, durante tutta l’evoluzione dell’uomo ha preso nomi diversi ed è stata alla base di miti e religioni.
La sensazione innegabile che questa energia origini dal nostro interno e sia al tempo stesso immersa in un mare infinito esterno porta inevitabilmente alla famosa frase alchemica “come in alto così in basso, come in cielo così in terra “ e dover di conseguenza tracciare degli ipotetici fili conduttori che allacciano il nostro sistema energetico al tutto.
Non sì può negare che proprio i cinesi abbiano una vasta cultura e tradizione di riferimenti e collegamenti.
Prendiamo, ad esempio, il tracciato della forma inscritto in un quadrato: rappresenta un disegno geometrico abbastanza curioso del quale varrebbe la pena ne venisse ricercato il significato come disegno vandalico. Inoltre, se orientato in un certo modo, a seconda delle diverse stagioni dell’anno, o in momenti particolari ( quale solstizi ed equinozi) ci accorgiamo come possa rispecchiare alcune disposizioni astronomiche cosicché nel quadrato di base della forma sì inseriscono i cinque elementi base della tradizione cinese.

                                                              Fuoco

 

        Terra

 

                                   Legno                                                       Metallo         

                                                              Acqua 

Questi elementi sono propri anche della tradizione occidentale sia pur con alcune differenze: all’elemento cinese Fuoco corrisponde l’elemento alchemico Fuoco
All’elemento cinese Metallo corrisponde l’elemento alchemico Terra
All’elemento cinese Acqua corrisponde l’elemento alchemico Acqua
All’elemento cinese Legno corrisponde l’elemento alchemico Aria
All’elemento cinese Terra corrisponde l’elemento alchemico Etere, Quintessenza.
 Per risalire  al periodo in cui l’uomo aveva ancora coscienza delle forze portatrici della vita, bisogna tornare al periodo greco: allora sì aveva cognizione della polarità esistente tra gli elementi espansivi (Aria e Fuoco ) e gli elementi contrattivi o assorbenti (Terra e Acqua). E’ importante ricordare che al concetto di Terra  Aristotele riconduceva tutto ciò che è solido/materiale, per Acqua intendeva un’idea di tutto ciò che ci appare come liquido ( acqua, latte, sangue, ecc.), e così via.
Al centro della croce formata dai quattro elementi veniva rappresentata la Quintessenza. Questo quinto elemento rappresentava in realtà il vero e proprio mondo eterico, cioè il mondo della vita pullulante, sgorgante, conformante, come lo sì può osservare in tutto ciò che cresce e sì riproduce, perché vita vuol dire la capacità di crescere, metabolizzare e riprodursi.
Nella antica filosofia indiana il mondo eterico era denominato il Prana. Le correnti del Prana erano due: Ida e Pingala, una assorbente e l’altra irradiante, esattamente come nella filosofia greca avevamo da un lato Terra e Acqua e dall’altro Aria e Fuoco.
Ognuna di queste forze ha un proprio “gesto” caratteristico, quelle di Aria (espansive) tendono a formare, quando agiscono in forma libera, dei triangoli, quelle di Acqua (assorbenti) delle mezzelune. Se sì compie l’esperimento di porre uno specchietto sotto le narici di un uomo mentre espira, chi osserva noterà che da una parte la superficie appannata  formerà un triangolo e, dall’altra, una mezzaluna.Con la tecnica del Pranayama gli yogi indiani cercavano di modificare queste due  correnti vitali nel loro organismo attraverso opportuni esercizi di respirazione.
Nella filosofia cinese la conoscenza del mondo eterico era molto profonda: questo mondo era chiamato il Chi e la polarità non sì chiamava più – come nella filosofia indiana – Ida e Pingala, bensì Yin e Yang: il primo era la forza contrattiva (principio femminile) il secondo quella espansiva ( principio maschile).
Niente è completamente Yin e niente è completamente Yang, ma vi è sempre il prevalere di uno dei due aspetti sull’altro, ciò nella dinamica ricerca dell’armonico equilibrio vitale.
E’ quanto mai interessante sottolineare uno dei principi di questa visione filosofica: cioè che l’estremo Yin sì trasforma nell’estremo Yang e viceversa.Questo principio lo si può ritrovare anche nelle leggi delle metamorfosi di Goethe, quando egli dice che la natura procede con “addensamenti” e “rovesciamenti”; da ciò nasce il “salto” del mutamento di forma.
I cinesi nella loro teoria conoscitiva parlavano di cinque elementi, il loro quinto elemento altro non era che la quintessenza dei greci.
Il Taiji Quan come altre tecniche quali: agopuntura, Tuinnà, ReiKi ecc. sì basa sullo studio delle correnti eteriche sull’uomo, dei loro punti di entrata, di uscita, di incrocio e di manipolazione.
L’uomo è visto come un “reticolo” formato da queste correnti e, se il tutto non è nella giusta armonia, possono comparire dei disagi fisici che ne segnalano lo squilibrio.
Tutte queste tecniche partono dal principio che il corpo fisico è chiamato ad obbedire, a seguire, ciò che l’organizzazione eterica impone. 
Come già detto anche nella nostra tradizione occidentale esistono queste correlazioni sia pur con qualche differenza, i vari calendari astronomici indicano poi le fasi di luna calante o crescente la quale ha indubbiamente un effetto forse il più evidente tra tutti gli astri, essendo quello a noi più vicino, sui liquidi, maree, circolazione linfatica delle piante, liquidi corporei.
Evidente ed innegabile è poi l’influenza del sole sui nostri bioritmi.
Le fasi siderali di luna ascendente o discendente ( da non confondere  con la luna calante o crescente ciclo sinodico) determina poi , durante il mese siderale dei giorni di  Terra Acqua Aria Fuoco.
Va da sé che con questi dati viene la tentazione di pensare e poi anche di provare ad eseguire la forma in determinati momenti ad esempio: in estate, a mezzogiorno, rivolti a Sud, in un giorno di fuoco di luna calante, situazione che potrebbe stimolare dei meridiani ( canali di scorrimento del Chi ) e dare delle sensazioni ed effetti, forse anche terapeutici, diversi da qualche altra situazione ed orientamento.

 TAVOLA DELLE CORRISPONDENZE

Elemento

Elemento

Elemento

Elemento

Elemento

Fuoco

Terra

Metallo

Acqua

Legno

Fuoco Quint’essenza Terra Acqua Aria
Cuore Milza/Pancreas Polmone Rene Sangue
Estate   Autunno Inverno Primavera
Sud   Ovest Nord Est
Mezzogiorno   Tramonto Mezzanotte Alba
Intest. Tenue Stomaco Intest.Crasso Vescica Fegato
Suono (A) Suono (O) Suono (I) Suono (S) Suono (OU)
Colore Rosso Colore Giallo Colore Bianco Colore Nero Colore Verde

 La tavola ci indica le corrispondenze dei cinque elementi fondamentali  Fuoco Terra Metallo Acqua Legno  con il corrispondente elemento della tradizione occidentale, gli organi ed interiora ed i meridiani corrispondenti.

ORARI DELL’ENERGIA

La pratica della forma fa circolare l’energia e ristabilisce l’equilibrio globale. Secondo la teoria dell’energia, questa circola attraverso i dodici meridiani e gli otto vasi durante un ciclo di ventiquattrore diviso in tranches di due ore ciascuna
Ore     23 – 1               Vescicola biliare

Ore      1 – 3                 Fegato

Ore      3 – 5                Polmone

Ore      5 – 7                Intestino crasso

Ore      7 – 9                Stomaco

Ore      9 – 11              Milza Pancreas

Ore     11 – 13             Cuore

Ore     13 – 15             Intestino tenue

Ore     15 – 17             Vescica

Ore     17 – 19             Reni

Ore     19 – 21             Maestro del cuore

Ore     21 – 23             Triplice riscaldatore  

DESCRIZIONE DEI DODICI MERIDIANI

 MERIDIANO DEL POLMONE

PERCORSO: 
parte dall’incavo anteriore della spalla e termina alla radice del pollice della mano.
AGOPUNTURA: 
Sono interessati 11 punti
ORARIO:
dalle ore 3 alle ore 5

 MERIDIANO DELL’INTESTINO CRASSO

 PERCORSO:
Parte dalla base dell’unghia dell’indice e termina alla base delle narici
AGOPUNTURA:
sono interessati 20 punti.
ORARIO: 
dalle ore 5 alle ore 7

MERIDIANO DELLO STOMACO

 PERCORSO:
parte dal bordo inferiore dell’orbita occulare,passa per il collo, la fossetta sopra clavicolare il torace, l’addome la coscia ,il ginocchio e termina al bordo esterno della radice dell’unghia del secondo dito del piede.
AGOPUNTURA:
sono interessati 45 punti
ORARIO:
dalle ore 7 alle ore 9

MERIDIANO DELLA RATA  ( MILZA PANCREAS )

PERCORSO:
parte dall’angolo interno dell’unghia dell’alluce ,lungo il bordo posteriore della tibia , passa per la parte interna del ginocchio e della coscia cammina lungo la parte laterale dell’addome e termina dentro il sesto spazio intercostale.
Una branca del meridiano entra dentro l’addome per allacciarsi alla rata .
Un’altra branca parte dal punto Rt 21 e termina alla radice della lingua.
AGOPUNTURA :
sono interessati 21 punti
ORARIO:
dalle ore 9 alla ore 11

MERIDIANO DEL CUORE

PERCORSO:
parte dal cuore ed arriva al punto C1 nel mezzo dell’ascella ,corre lungo la facciata interna del braccio, e termina all’estremità del dito mignolo
AGOPUNTURA:
sono interessati 9 punti
ORARIO:
dalle ore 11 alle ore 13

MERIDIANO DELL’INTESTINO TENUE

PERCORSO:
parte dall’angolo interno dell’unghia del dito mignolo,sotto la parte posteriore dell’avambraccio e del braccio, passa per la spalla ,e rimonta lungo la parte laterale del collo e della guancia e termina all’orecchio.
AGOPUNTURA:
sono interessati 19 punti
ORARIO:
dalle ore 13 alla ore 15

MERIDIANO DELLA VESCICA

PERCORSO:
Comincia dall’angolo interno dell’occhio,monta sulla fronte e sul cranio poi lungo la colonna vertebrale ,sotto la parte posteriore della gamba e termina all’angolo esterno dell’unghia del dito piccolo del piede.
AGOPUNTURA:
sono interessati 67 punti
ORARIO:
dalle ore 15 alle ore 17

 MERIDIANO DEI RENI

PERCORSO:
parte da sotto il dito piccolo del piede, passa sotto la pianta del piede rimonta lungo la facciata interna della gamba e della coscia, sale lungo l’addome ed il torace. E termina al bordo inferiore della clavicola
AGOPUNTURA:
sono interessati 27 punti
ORARIO
Dalle ore 17 alle ore 19

 MERIDIANO DEL MAESTRO DEL CUORE

 PERCORSO:
parte dal quarto spazio intercostale e sotto il capezzolo rimonta all’incrocio ascellare e discende lungo la faccia interna del braccio e dell’avambraccio, attraversa il mezzo del palmo della mano e termina all’estremità del dito medio.
AGOPUNTURA:
Sono interessati 9 punti
ORARIO:
dalle ore 19 alle ore 21

MERIDIANO DEL TRIPLICE RISCALDATORE

 PERCORSO.
Parte dall’angolo interno dell’unghia dell’anulare, continua sul dorso della mano, sale dalla parte posteriore dell’avambraccio e del braccio passa per la spalla sale sulla nuca e dietro l’orecchio ridiscende sulla guancia e termina sopra l’orbita oculare.
AGOPUNTURA:
sono interessati 23 punti
ORARIO:
dalle ore 21 alla ore 23

MERIDIANO DELLA VESCICOLA BILIARE

PERCORSO:
parte dall’angolo esterno dell’occhio ,sì dirige verso l’orecchio poi sale sulla tempia , contorna l’orecchio, rimonta sulla fronte e ridiscende lungo il cranio, lungo il torace , in mezzo l’anca passa per la parte esterna della coscia e della gamba, e termina all’angolo esterno dell’unghia del quarto dito del piede.
AGOPUNTURA:
sono interessati 44 punti
ORARIO:
dalle ore 23 alle ore 1 

MERIDIANO DEL FEGATO

PERCORSO:
parte dall’angolo esterno dell’unghia dell’alluce sale sul dorso del piede, lungo la facciata posteriore della tibia, della coscia, sale il basso ventre e termina a livello del fegato.
AGOPUNTURA:
sono interessati 14 punti
ORARIO:
dalle ore 1 alle ore 3

 GLI OTTO VASI  MERAVIGLIOSI

Per assicurare l’equilibrio dell’energia ci sono , oltre i dodici meridiani, gli otto vasi canalizzanti l’energia .
I due più importanti sono il vaso concezione e il vaso governatore.

 Gli otto vasi:

  1. Vaso concezione
  2. Vaso governatore
  3. Vaso della cintura
  4. Vaso centrale
  5. Vaso motilità Yang
  6. Vaso regolatore Yang
  7. Vaso motilità Yin
  8. Vaso regolatore Yin

VASO CONCEZIONE

 PERCORSO:
Parte dal perineo, passa per il pube, percorre la linea mediana dell’addome, del torace  e termina dentro la depressione situatala centro del solco mento-labiale.
AGOPUNTURA:
sono interessati 24 punti

 VASO GOVERNATORE

PERCORSO:
Parte dal perineo passa dal coccige, sale seguendo la linea mediana della colonna vertebrale sale sulla testa, passa in mezzo alla fronte, sul naso e il labbro superiore, e termina sopra la gengiva.
AGOPUNTURA:
Sono interessati 28 punti

 VASO DELLA CINTURA

PERCORSO:
fa il giro della vita e incrocia più meridiani
AGOPUNTURA:
Sono interessati 3 punti.

VASO CENTRALE

PERCORSO:
Parte dall’interno del basso ventre va al perineo, lì ,sì divide in due branche qui , una rimonta sulla colonna vertebrale, e l’altra segue la parte anteriore dalla cavità peritoneale, sino sul collo arriva al labbro.
Incorpora nel suo percorso al meridiano del rene i punti da R 11 a R21.
AGOPUNTURA:
sono interessati 11 punti.

 VASO MOTILITA’ YANG

PERCORSO:
Parte dal punto V 62 situato sulla faccia esterna del tallone,
sale lungo l’ esterno, del malleolo , lungo la parte esterna della gamba e della coscia ,sale sino sulla spalla,il collo, passa per l’angolo delle labbra ed entra nell’angolo delle palpebre, sale sulla fronte e termina al punto VB 20
AGOPUNTURA:
Sono interessati 12 punti.

VASO REGOLATORE YANG

 PERCORSO:
Comincia al piede , punto V 63, sale l’esterno del malleolo, lungo la parte esterna della gamba e della coscia, passa per l’articolazione dell’anca,, in mezzo alla spalla, sale sulla fronte e va alla nuca dove termina al punto VG 15.
AGOPUNTURA:
Sono interessati  16 punti.

 VASO MOTILITA’ YIN

PERCORSO:
Comincia dal punto R6, monta sopra, internamente al malleolo,lungo la parte interna della gamba e della coscia raggiunge la regione pubica , sale sul petto, collo, e termina al punto V 1.
AGOPUNTURA:
Sono interessati 3 punti.

 VASO REGOLATORE YIN

PERCORSO:
Parte dalla facciata interna della gamba al punto R9, sale dalla parte interna della coscia fino all’addome,sale sul petto e e termina sul collo al punto VC23.
AGOPUNTURA:
Sono interessati 7 punti.

Una corrispondenza che vale la pena di sottolineare è la colonna vertebrale vista l’importanza che riveste nella nostra struttura corporea.
Se la colonna vertebrale è il nostro asse in quanto abitanti del pianeta terra , non sì può non  ricordare che anch’esso è dotato di un proprio asse inclinato verso il cosmo di 23,24°la quale inclinazione non è fissa ma ruota disegnando un cono durante dei cicli di anni   Quindi come non pensare alle nostre colonne vertebrali come tante piccole antenne verso il cosmo, teoria riallacciabile agli orientamenti precedentemente descritti..
Abbiamo in questi anni di corso  parlato diffusamente del nostro asse corporeo; dai Maestri chiamato zun ding. Localizzabile a livello della colonna vertebrale sono stati eseguiti degli esercizi di allungamento, di rinforzo e che ne aumentano l’elasticità. I più importanti secondo il mio punto di vista in questo contesto sono stati quelli propiocettivi della colonna stessa, focalizzando la percezione sul Legamento Longitudinale Anteriore ( LLA ) e sul Legamento Longitudinale Posteriore (LLP ).
Come abbiamo visto in precedenza a livello della colonna scorrono alcuni meridiani, tra i quali i due più importanti degli otto vasi meravigliosi, il vaso concezione e il vaso governatore. In questo tratto del corpo umano sì trovano sette dei gangli energetici più importanti chiamati Chakra in sanscrito.
Un altro argomento da accennare è quello relativo alla dimensione aurea ,la quale è un rapporto di numeri , ma è un rapporto molto particolare , che incontriamo ovunque, nella natura e nell’arte e che contribuisce alla bellezza di tutto ciò che ci circonda. Per questo è detto “ d’oro “ o anche “divino “ ( sectio divina presso i naturalisti del XVI secolo). Nel 1202 apparve ad opera di Leonardo Pisano detto il Fibonacci   un libro dal titolo Liber  abbaci vale a dire il libro dell’abaco,o abbaco cioè un manuale per far di conto,un esempio per tutti è quello dei conigli: se una coppia di conigli mette al mondo ogni mese una coppia di piccoli, che dopo due mesi producono a loro volta una nuova coppia di conigli quante coppie di conigli avremo dopo un anno, se tutti rimangono in vita? La risposta è la seguente:

gennaio                 1

febbraio                 2

marzo                    3

aprile                     5

maggio                  8

giugno                 13

luglio                   21

agosto                  34

settembre             55

ottobre                 89

novembre          144

dicembre           233

A gennaio dell’anno seguente :377.

La successione di questi numeri viene chiamata “successione di Fibonacci”.
Tra i numeri di questa successione esiste una relazione per cui ogni termine successivo è uguale alla somma dei due immediatamente precedenti.
Più importante è però il fatto che il rapporto tra due termini successivi sì avvicina molto rapidamente a 0,618  (numero corrispondente alla sezione aurea ).
Se guardiamo al mondo dei vegetali, ci colpisce la regolarità delle loro forme e l’infinita varietà. In molti alberi, per esempio, i rami sono disposti in modo regolare intorno al tronco, così come molti fiori hanno cinque petali e cinque sepali la cui distribuzione richiama un pentagono regolare, il che porta a chiederci se la sezione aurea sia da cercare anche in questa regolarità.
La scienza delle proporzioni ideali dell’uomo era già nota agli scultori della Grecia e della Roma antica. Già Vitruvio indicava la regola che l’uomo, se in piedi con gambe chiuse e braccia distese in orizzontale, può essere inscritto in un cerchio, di cui il centro cade sulle parti genitali; la lunghezza globale del corpo viene dalla vita tagliata in due segmenti di cui il più lungo è una sezione aurea. L’uomo , se in piedi con gambe divaricate e braccia leggermente inclinate verso il basso, può essere contenuto entro un pentagono regolare, di cui il centro coincide nuovamente con le parti genitali. In particolare nel rinascimento frà Luca Pacioli, Leonardo da Vinci (1452 – 1519 ), Albrecht Duerer (1471 – 1528 ), Henri Cornelius Agrippa von  Nedtesheim (1486 – 1535 ) e molti altri hanno formulato delle regole , in questo settore, in cui la sezione aurea svolge un ruolo importante.
Ritengo, pertanto, che la sezione aurea sia una dimensione molto importante da tenere in considerazione quando sì voglia ulteriormente personalizzare il proprio Taiji ,come ad esempio ampiezza dei movimenti, altezza da terra delle posizioni. 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Butto N. “Il settimo senso”, Edizioni Mediterranee, Roma, 2001
Daniele F., “I tre poteri segreti del Taiji Quan: Corpo-Mente-Energia”, Luni Editrice, Milano, 2001 
Daniele F., “Le tre vie del Tao”, Meb Edizioni, Padova,
Hoang P., “Viet Tai Chi-La Puissance du Calme”, Pharmédi Inc., Montreal, 1995
Lavier J., “L’agopuntura cinese”, Edizioni Mediterranee, Roma, 1995
Roob A., “Alchimia & Mistica”, Taschen , Koeln, 1997
Snijders C.J. “La sezione aurea”, F. Muzzio Editore, Padova, 1985
Steiner R. “Teosofia”, Editrice Antroposofica, Milano, 1994



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