LUIGI  BELLOTTO

ALLIEVO  DELLA  SCUOLA  INTERNAZIONALE NEI  DAN  DI  BOLOGNA DEL M° DANIELE  FLAVIO
CORSO DI FORMAZIONE  ISTRUTTORE TAI JI QUAN STILE  CHEN

IL  MIGLIORAMENTO DELLA  QUALITA’  DELLA  VITA  DELLE  PERSONE CON  GLI  ESERCIZI  DI  NEI  GONG, ALL’INTERNO DEL  CORSO  DI  KARATEDÔ  E  ALL’INTERNO DELLA  ATTIVITA’ COME  OPERATORE  SHIATZU, E NEL  CORSO  DI  TAI  JI QUAN.
 
“ Il  Grande TAO scorre ovunque verso destra e verso sinistra
Tutte  le cose dipendono da lui per esistere
Ed esso non  le abbandona
Per il suo compimento non impone rivendicazioni
Esso ama e nutre tutte le cose
Ma non si comporta da padrone nei confronti di esse”.   
( Dedicato al M° Daniele Flavio )

Presentazione dell’allievo Luigi Bellotto

Sono nato a Lamon un paesino che ora conta poco più di 3100 abitanti in continuo calo. Ho quarant’anni il dieci Luglio, e ho sempre avuto la predisposizione all’attività sportiva e il desiderio di vivere e “giocare” all’aria aperta, nei prati, rimanere al contatto con la natura. Quando Ho iniziato la pratica del karatedo con l’attuale mio maestro Iwasa Sei, mi ha indirizzato verso le competizioni agonistiche. Ho visto un mondo che non condividevo pienamente al di là dell’impegno da me intrapreso, che mi ha migliorato sotto tutti gli aspetti. E che vanno; dal miglioramento a livello psicofisico, ad aver rafforzato la mia determinazione, e prendendo sempre maggior sicurezza nelle mie decisione.Questo iniziava all’ormai età di venti otto anni e mezzo, verso i trentuno ho iniziato sempre col mio maestro ad accostarmi al Taiji  in modo molto superficiale. E solo successivamente quando a trentaquattro anni circa iniziai ad insegnarlo, mi resi conto che mancava qualcosa nel Taiji che insegnavo, al di la della mia buona volontà e l’essenziale insegnamento sulla corretta respirazione. Così sfogliando la rivista Arti D’oriente lessi un articolo del M° Daniele Flavio  lo contattai e successivamente mi iscrissi al suo corso di Nei Gong  e istruttori Chen. Attraverso il quale ho iniziato il lungo cammino nelle arti marziali  e cosa più importante nel DÔ. Ho migliorato molto il livello tecnico di me stesso e dei miei allievi. Con il lavoro sul corpo, sull’atteggiamento mentale, influendo in maniera determinante nel dare un senso e significato in quello che insegno sotto il profilo; scientifico fisiologico, biomeccanico tecnico, culturale.
Il riferimento quindi della mia tesina sarà dunque basata sui risultati degli esercizi di nei gong  nell’ambito delle mie attività riguardanti l’insegnamento del karatedò, tai chi, shiatzu, arti marziali in genere, e riabilitazione funzionale post traumatico o di recupero psicomotorio di soggetti con problemi derivati da traumi o con sindrome di Down.        
Per  quanto riguarda  l’importanza e l’influenza che ha avuto  l’avere adottato  gli esercizi  di nei gong  all’interno  delle  lezioni  di  KaratedÔ. Avendoli  inseriti  in  modo  fisso  e  di  complemento del  riscaldamento  iniziale,  in  ogni  mia  lezione,  iniziando  dai  bambini,  passando  per  i  ragazzi,  per  arrivare  agli  adulti. Si  sono  visti  da  subito  evidenti  risultati  sotto  vari  aspetti, l’aspetto  trainante  almeno  per  quanto  riguarda  il  primo  approccio,  l’uscire  dalla  routine   dei  soliti  esercizi,  ormai  noiosi  perché  ripetitivi. E’ migliorata  l’attenzione  di  tutti  gli  allievi,  di  tutte  le  età. All’inizio  era  soltanto  per  imparare  gli  esercizi  nuovi,  poi  con  il  tempo  portando  l’attenzione  più  verso  l’interno,  motivo  la  spiegazione  da  parte  mia  della  funzione  che  svolgono  tali  esercizi  a  livello  fisiologico,  liberando  pian  piano  tensioni   muscolari,  tendinolegamentosi e  articolari. Quindi  l’attenzione  si  spostava  verso  una  parte  più  interna,  inizio  così  a  notare  un  cambiamento  per  quanto  riguarda  l’atteggiamento  mentale,  tramite  l’espressione  dello  sguardo. Il  corpo  diventa  più  espressivo  attraverso  la  dolcezza,  l’armonia  dei  movimenti  e  che  lasciano  intravedere  la  difficoltà  tecnica  esecutiva  di  tali  esercizi. Attraverso  l’insegnamento  di  esercizi  non  solo  nuovi,  ma  soprattutto  funzionali  sotto  il  profilo  fisiologico, strutturale  ed  energetico. Ho  migliorato  la  qualità  dell’insegnamento che  da  parte  di  un  tecnico è  importante,  il  mostrarsi  sempre  molto  aggiornato,  sensibile  nel  preoccuparsi  materiale,  mostrandone  io  stesso  attraverso  gli  esercizi, elencandone  le  svariate  funzionalità.  Così  facendo  mi  preoccupo  anche  della  salute  dei  miei  allievi  e  del  benessere  di  tutte  le  persone  a  cui  insegnerò. Taluni  esercizi potranno  aumentare  se necessario all’interno di ogni seduta di allenamento e anche con più sedute, abbassando in modo considerevole le probabilità di riportare traumi, contratture o stiramenti, dovuti a un riscaldamento frettoloso non completo e superficiale, di “vecchio stampo”. E da  un  carico  di  lavoro  eccessivo  mal  distribuito  che  a  lungo  termine,  usura  danneggiando  la  struttura  del  corpo. Partendo  dai  muscoli,  passando  per  i  tendini  e  legamenti. Fattori  da  non  trascurare  per  il  fatto  che  i  bambini  e  i  ragazzi  non  hanno  ancora  ben  strutturato, legamenti, tendini, muscoli. Per  arrivare  non  per  ultime  alle  articolazioni.
Che  possono  se  non  seguiti  con  esercizi opportuni  ben  strutturati  danneggiarsi. In  fine  ma  non  per  ultimi gli  organi  interni e gli  organi  di  senso,  con  possibilità  di  danneggiare  a  mio  avviso  il  Sistema  Nervoso  Autonomo.  
Migliora  l’attenzione  degli  allievi  tramite  l’acquisizione  di  nuovi  esercizi, migliora  anche  il  maestro sotto  il  profilo  del  dialogo,  all’interno  delle  lezioni. Intervenendo  con  domande  instaurando  così  un  dialogo  con  gli  allievi  a  volte  carente  e  mirato  solo  esclusivamente  alla  pratica. Migliora  il  rapporto  con gli  allievi, non che  la  crescita  intellettuale ( che  non  è  poco), in  oltre  si  vedranno  miglioramenti  negli  esercizi. La  pratica  dell’arte  acquista  più  valore, significativo, per  le  persone  che  vi  si  avvicinano   per  la  prima  volta.
Con  i  ragazzini  ho  riscontrato  che  ne  capiscono  la  funzione,  soprattutto  quando  gli  si  fa  un  esempio  diretto  con  una  posizione  delle  gambe  di  karatedÔ. Ottenuta  secondo  il  principio  base  dell’allineamento  della  struttura. Che  si  ottiene  allineando  osso  sacro,  11^ e 12^  dorsale,  7^  cervicale  ed  occipite, (retroversione  del  bacino,  svuotare  il  petto, rientrare  il  mento). Ottenere  una  posizione  bassa  affondando  nelle  anche,  estendere  la  nuca  da  dietro  verso  l’alto, “allungare” il  bacino  verso  il  basso  facendo  un  movimento  di  retroversione  in  avanti. Creando  così  il  primo  principio  base;  affondare  il  peso  nei  piedi,  radicamento, stabilità. Centralizzarsi  nel  Dantian,  portare  l’energia  verso  il  cielo. Adottando  questo  principio  base  si  evita  in anzitutto  di  sovraffaticare  e rovinare  il  corpo  e  la  mente  come  sopra  citato. In  secondo  tempo  si  avrà  una  maggior  consapevolezza  del  corretto  atteggiamento  nella  pratica e  finalità, che  va  al  di  la  della  pratica  di  uno  sport. Ma  il  concetto  di  migliorare la  qualità  della  nostra  vita  con  esercizi  opportuni  e  non  dannosi, a breve  o  a  lungo  termine. Così  si  otterranno  non  solo  risultati  visibili  nel  primo  contempo  attraverso  risultati  tecnici  visibili, ma  nel  lungo  percorso  della  pratica,  si  riscontrerà  un  visibile  cambiamento  fisiologico. L’intera  struttura  del  corpo  acquisterà  un  assetto  più  ottimale,  aumentandone  le  funzionalità, si  otterrà  un  minor  spreco  di  tutte  le  energie  psicofisiche, energetiche, emozionali  e  spirituali. Queste energie  saranno  indirizzate  verso  il  rafforzamento  di  tutte  le  funzioni  del  nostro  organismo.
Fisiologicamente  il  lavoro  sul  corpo  aiuterà  a;  migliorare  o  a  riattivare   tutte  le  funzioni  dell’organismo. Potrà  aiutare  a  sbloccare  il  sistema  linfatico,  il  sistema  immunitario e  aiuterà  a  mantenere  in   buona  salute,  il  metabolismo. La  pelle  acquisterà  luminosità  e  apparirà  più  pulita,  tutto  questo  se  integreremo  agli  esercizi  una  corretta  alimentazione  e  un  corretto  stile  di  vita.        
I  miei  allievi  iniziano  a  comprendere  il  meccanismo  di  ogni  singolo esercizio,  comprenderne  le  svariate  funzioni  che  esso  offre. Riuscendo  poi  a  trasferirne  i  principi  nella  preparazione  più  specifica  della  specialità  intrapresa. Ad  esempio  nelle  forme  che  eseguono, nel  Karatedo’ o  nell’uso  delle  armi  del  Kobudo’. Riesco da parte mia a far capire in maniera più completa il concetto di rilassamento mentre si pratica, e  il  concetto  dell’energia  e  come  allenarla .L’assumere l’allineamento corretto in base ai principi delle tre forze cioè; affondare il peso nei piedi (radicamento), centralizzarsi nel Dantian, portare l’energia verso il cielo. Sentirsi ben radicati nel terreno lasciando che il peso del corpo “scenda nei piedi attraverso l’allineamento strutturale ,piegando leggermente le ginocchia.Rientrando il mento e con la retroversione del bacino centralizzarsi nel Dantian, per esempio nella posizione del saluto iniziale e finale nell’esecuzione delle forme nel KaratedÔ. O come ad esempio nelle posizioni assunte dalle gambe, che apriranno in modo fisiologico e non forzato o “violento” le articolazioni, ad esempio; l’articolazione coxofemorale, o come l’articolazione osteo-articolare chiusa iliosacrale. La costante ricerca nella pratica dell’attuazione del principio delle  tre chiavi di controllo, in modo tale che diverrà automatica, spontanea e “naturale”.
Come  l’importanza  degli  esercizi  di  Power stretching  che  è  “attivo“ e  che  gli  esercizi  di  Nei  Gong  offre. Da  me  sostituiti  dopo  un  attento  studio  recentemente  fatto, che  reputano  allo  stretching  tradizionale  del  tipo “passivo” e   tenuto  per  un  tempo  superiore  a  sei  secondi, poco  efficace  e  addirittura  controproducente.     
Per  il  fatto  che  l’allungamento  dei  muscoli  tenuti  per  un  tempo  superiore  ai  sei  secondi, vengono “addormentati” dalle  endorfine. Le  quali  rallentano  il  transito  dell’impulso  elettrico  dei  motoneuroni.  Prodotte  dal  dolore  provocato  dall’allungamento  dei  muscoli.
Quando  i  principi  esposti  a  pagina  quattro  verranno  messi  in  pratica  anche  nella  vita  quotidiana e quando questo automatismo diventerà sempre più fluido e spontaneo. Ad  esempio  per  le  casalinghe  nei  lavori  domestici  potrebbero  muovere  il  corpo  come  negli  esercizi  di  Nei  Gong, in  riferimento al  lavoro  sullo  Zhong Ding. Per prevenire  disturbi articolari che  si  potrebbero  verificare  con  il  passare  del tempo, da  un  uso  non  corretto  del  corpo. Ad  esempio  con  il  muovere  lo  Zhong Ding  mentre  lavano  i  piatti, o  un  tavolo. Come  ad  esempio  rendere elastiche le  articolazioni  sacro-iliache, con  gli esercizi  sulla  forza  elastica, può  allenare  le  donne  incinte  per  prepararle  al  momento  del  parto.Quindi  sia  la  gente  comune  che  l’allievo, li potrà adottare in modo costante anche nella vita di tutti i giorni. Compreso quel meccanismo di; volontà, attenzione, concentrazione, coscienza e consapevolezza, che talune pratiche con il tempo, attraverso degli stadi e a differenti livelli personali, porteranno l’allievo a un miglioramento di tutto il suo essere, psicofisico,emozionale, energetico e spirituale. Nonché un miglior inserimento nella vita sociale, nelle istituzioni, nella famiglia, affronterà  gli altri con sicurezza e forza interna, con ragionamenti  sensati e risposte pacate. Avrà quindi i prerequisiti per raggiungere un equilibrio più stabile e duraturo, che maturerà e si rafforzerà durante l’arco della sua vita. Proiettandolo attraverso una visione più aperta e sensata, del senso della pratica nel contesto di ogni attività intrapresa.Attuare il principio dei due sigilli, i due poteri,allenati e attuate nelle forme e nel combattimento, daranno a ciascun allievo, forza elastica nel collo, forza elastica nella zona della vita anterolateralposteriore, oltre a contribuire a sbloccare tutta la struttura del corpo.Il mettere in atto il principio dei due sigilli con il ruotare velocemente la testa per direzionare il movimento e il corpo che lo seguirà. Così da sviluppare il potere del collo e il potere della vita, consolidato attraverso la costante attuazione degli esercizi di Nei Gong Marziale, in ogni seduta di allenamento. Per arrivare al principio delle tre chiavi di controllo più i due sigilli, che daranno stabilità e più potenza  espressa da tutto il corpo. Si  arriva  così  al  quinto  principio, il  principio  dei  cinque  archi, con questo esercizio  si  otterranno delle  posizioni  stabili, forti e potenti con il  minor  dispendio energetico, appoggiandosi  all’intera  struttura  osteoarticolare, senza  danneggiarla o gravare il peso del corpo sulle stesse.
L’effetto nel bambino degli esercizi sopra citati, sarà di sensibilizzare tutto l’apparato locomotore, che collegherà da solo all’interno del contesto del karatedô in questo caso specifico,capendone l’importanza come già citato nella pagina n°4. Così questi esercizi avranno la valenza anche di aumentarne l’interesse sotto il profilo culturale educativo, di non casualità di attuazione e di impostazione degli esercizi di Nei Gong Marziale. Non si innescherà nel corpo dell’allievo quel processo “se protratto nel tempo” di rigidità, o l’innescarsi di dolori articolari con conseguente degenerazione che ne seguirà, già evidenti  in quei soggetti di vecchio “stampo”.
Questi esercizi sono di  complemento  e  inseriti in modo programmato e mirato, nella preparazione del  programma per i  bambini, o i ragazzi con la sindrome di Down. Taluni esercizi possono essere e sono  un ottimo aiuto nel rinforzare tutti i muscoli profondi, per i quali il soggetto con la sindrome di Down abbisogna maggiormente, rispetto alle sue caratteristiche dovute  alla sua condizione.Andando ad irrobustire ad esempio l’atlante o l’epistrofeo  “l’ultima vertebra cervicale“, per la quale il soggetto con tale condizione è soggetto a sconnessioni, con più  facilità rispetto ad un soggetto normale. Tale fine può essere raggiunto adottando tutti gli esercizi di lavoro sullo Zhong Ding in particolar  modo con “battere il tamburo celeste”, o “battere la spalla” girando la testa a destra e a sinistra. Un altro esercizio interessante  per taluni soggetti può essere ad esempio; in posizione Ma Bu, dopo aver creato l’allineamento strutturale;  retrovertendo il bacino, svuotando il petto, rientrando il mento, tenendo il più possibile la schiena diritta scendere perpendicolarmente. Poi con la spinta che parte dai talloni risalire lentamente senza disallinearsi. Mettendo  in  atto  il  principio  dei  cinque  archi, in questo modo  il soggetto lavorerà sul tenere il più possibile la schiena diritta. Cosa che all’inizio risulterà difficoltosa, nel controllare le aperture delle gambe, che tenderanno a chiudersi e sul tenere l’allineamento corretto nel risalire.
Oltre che ad allenare queste capacità propriocettive, questo esercizio ha la funzione di allenare i muscoli flessori delle gambe nello spingere con i talloni nella risalita.
Che sarà utile anche come allenamento nel contesto del Karatedô, tale esercizio nella discesa avrà la valenza di allenare anche gli estensori della  parte  interna  delle  gambe, utile quindi nel migliorare  le aperture per le tecniche di gamba, ad esempio  per i calci alti. Oltre che ad elasticizzate l’articolazione osteo-articolare chiusa sacro-iliaca.    
Sempre  per  quanto  riguarda l’utilizzo  degli  esercizi  di  Nei  Gong  marziale  nei  soggetti  con  la  sindrome di Down  va  detto  per  esempio
Che  introducendo  l’esercizio  specifico  ad  esempio  quello  riguardante  la  forza  esplosiva,  che  imita  il  “tagliare  un  foglio”, potrebbe  servire  ad  eseguire  ad  esempio  da  seduto  un  semicerchio  e  successivamente  un  cerchio  con  un  gessetto,  imparando  a  controllare  il  movimento  del  polso. Il non  stringere  troppo  le  dita  sul  gessetto, favorendone  il movimento    circolare  delle  dita.
Non  è  il  fine  per  qui  l’esercizio è  nato, cioè  l’allenamento  eseguito  in  piedi,  per  la  forza  esplosiva. Ma può  comunque  essere  allenato  in  modo  indiretto  spiegandone  i principi, il  bambino  disabile  interiorizzerà  poco  a  poco. Nel  soggetto  che  sto  trattando  è  evidente  il  fatto  che  riesce  ha  intuire  la  duplice  valenza  di  tale  esercizio  in  modo  del  tutto  istintivo  (a  mio  avviso), comportandone  un  interesse  maggiore. Soprattutto  negli  esercizi  che  riguardano  il  lavoro  sullo; Zhong  Ding come  ad  esempio “battere  il  tamburo  celeste,” mostra  interesse  e  nel  contempo  piacere  nell’eseguirlo.
Ma  che  in  modo  del  tutto  normale  per  quanto  riguarda  il  suo  stato,  tende  ad  essere  incostante  e  ha  bisogno  di  essere  costantemente  corretto. Ma  non  sottoponendolo  troppo  a  correggere  particolari  troppo  raffinati, altrimenti  da  segni  di  disapprovazione.            
Che  può  essere  un  suo  punto  debole, su  cui  dovrà  lavorare  per migliorare. In  seguito  ad  una  visita  medica  presso  il  Centro  per  la  cura  e  la  riabilitazione  dei  traumatizzati  cranici  presso  l’unità  funzionale  di  neuropsicologia  clinica  e  riabilitazione  cognitiva  di  Fontanellato (PR) del  Centro  Cardinal  Ferrari.  In  questo  periodo  sto  trattando  un  soggetto  il  quale, in  seguito  ad  un  incidente  automobilistico  è  rimasto  per  un  periodo  di  dieci  giorni  in  coma,  riscontra  oltre  che  ad  una  struttura  muscolare  rigida, molta  difficoltà  a  livello  coordinativo.
Con  gli  esercizi  per  i  quali  ha  chiesto  la  mia  collaborazione  ci  prefiggiamo di  instaurare  un  collegamento  relativamente  rapido  tra  pensiero  e  azione. Innescando  in  modo  costante  un  miglioramento  sull’intero  stato  di  equilibrio  psicofisico  di  tale  individuo. Come  primi  esercizi  di  base  ho  introdotto  il  lavoro  sullo  Zhong  Ding  del  secondo  volume  sulla  forza  ad  aspirale. Questo  per  favorire  l’elasticità  del  tronco   per  sviluppare  le  capacità  propriocettive  in  funzione  al  movimento,  cioè  da  dove  parte, (movimento  dall’interno).  E  per  instaurare  un  meccanismo  di  auto  analisi  sull’allineamento  strutturale  da  auto  correggere, per  la  sua  incapacità  di  deambulazione  in  modo  diritto.
La  camminata  senza  l’uso  delle  braccia (come  primo  approccio), questo  per  riuscire a lavorare  oltre  che  sull’equilibrio, anche sull’allineamento  da  tenere  durante  il  movimento.
Per  riuscire  ad  attuare  una  posizione  retta, che  fatica  ad  assumere. In  una  fase  successiva  saranno  inserite  le  braccia  e  da  qui  inizieranno  una  serie  di  esercizi  che  partiranno  da  una  complessità  relativamente  media, in  modo  programmato  e  graduale  si  arriverà  ad  esercizi  più  articolati.Nonostante  la  difficoltà (che è maggiore  in  lui  rispetto ai  soggetti  che  non  anno  riportato  traumi  e/o  lesioni  permanenti causa  il  coma), il  soggetto  dimostra  una grande  forza  di  volontà  nel  voler  ottenere  l’automatismo  dell’esercizio  aumentando  così  la  soglia  di  attenzione,  lavorando  così  sui  prerequisiti  indispensabili  da  cui  ne  trarrà  motivazioni  per  migliorarsi.Aumenta  così  in  lui  la  volontà, nel  voler  ottenere  dei  risultati  visibili, migliorando  così  le  sue  capacità  di  attenzione  e  concentrazione. Aumenta  la  sicurezza  di  se  stesso, ed  è  consapevole  delle  molteplici  funzionalità  degli  esercizi; allineamento  strutturale  più  corretto, sciogliere  e/o  ammorbidire  i  muscoli, elasticizzate le articolazioni, i tendini  e  i  legamenti.Liberando  così delle  tensioni  che  sono  causa  di  rigidità  del  corpo, rendendolo “sordo”e  rendendo  rigidi  gli  organi  interni.Va  detto  che  tutto  il  corpo  è  un  organo  di  senso, se  noi  lo  avremo  in  salute  senza  tensioni  in  eccesso, avremo  un  corpo  sensibili  e  attento, quindi  intelligente, saremo  elastici  ma  connessi,  avremo  vera  forza. Altrimenti creeremo  rigidità  e  durezze  che  potremmo  trovare  anche  a  livello  mentale.
La  forza  entrerà  in  noi  e  la  forza  uscirà  da  noi,  creando  così  i  presupposti  per  una  buona  salute.Questi  fattori  vanno  presi  in  considerazione  tenendo  conto  del  fatto  che  il  soggetto  in  questione  ha  una  patologia  di  base  più  o  meno  cronica,  cioè  che  dovrò  tener  conto  del  fatto  che  potremmo  si  vedere  dei  risultati  ma  difficilmente  risolvibili  in  modo  totale, rispetto  alla  sua  condizione  antecedente  al  suo  trauma.Ciò  nonostante  dovrò programmare  le  sedute  in  modo  tale  da  ottenere  dal  soggetto  in  questione, sempre  un  maggior  impegno  psicofisico.Per  stimolarlo  e  quindi  trarne  in  modo  continuativo  stimoli  per  migliorare  la  sua  condizione. Le  risposte  di  collegamento a  livello  psicofisico, seguiranno  percorsi  alternativi  da  quelle   antecedenti  al  trauma, danneggiate  e  peggiorate dagli  undici  giorni  di  coma. Per  farne  un  esempio  è  come  se  un  filo  diretto  che  collegava   l’analisi  del  pensiero -azione si fosse interrotto.                                                                   
Questo  stato  porta  il  soggetto  da  me  trattato  a  perdere  l’equilibrio,  ritardando  la  risposta,  si  sentirà  insicuro  e  instabile,  per l’appunto.
Sarà  compito  degli  esercizi  riformare  dei  collegamenti  alternativi  per  instaurare  un  collegamento  col  sistema  Nervoso  Centrale,  cercando  per  quanto  possibile  di  creare  nel  soggetto  in  questione  maggior  fiducia,  sicurezza  e  autostima. Non  tralasciando  il  fattore  dello  scambio  dal  punto  di  vista  umano, cioè  l’instaurare  con  il  soggetto  un  dialogo  verbale, che  può  partire  dalla  difficoltà  dell’attuare  su  di  se  taluni  esercizi. L’importanza  di  renderli  comprensibili  usando  vari  modi; dallo  studio  su  di  sé  “provando  e  riprovando”,  passando  per  lo  studio  del  materiale  didattico,  per  renderli  comprensibili  sotto  il  profilo  funzionale. Così  facendo  potrà  essere  utile  per  migliorarli,  migliorando  le  capacità  propriocettive  e  quindi  tutti  i  presupposti  per  il  miglioramento  del  suo  stato  generale. Una  volta  che  avrà  capito  che  le  sue  difficoltà  di  apprendimento  sono  dovute  al  suo  stato  attuale  e  che  anche  le  persone  che  non  hanno  riportato  traumi  come  lui,  anno  comunque  difficoltà  a  livello  coordinativo  atto  ad  apprenderne  il  gesto.  Si  mostrerà  più  fiducioso  e  può  darsi  che  si  potrà  “lavorare” a  livello  coordinativo  ad  un  livello  superiore,  tutto  questo  potrebbe  essere  verificato  solo  se  il  soggetto  da  me  seguito  continuerà  a  seguire  le  lezioni. Così  facendo  verrà  inserito  poco  a  poco  con  il  gruppo  e  verificherà  di  persona  tali  esempi  da  me  sopra  esposti.
L’esercizio  più  difficile  da imparare  e  da  sviluppare  è  il  lavoro  da  posizione  Ma Bu e  disegnare  l’otto  sia  pur  per  la  sua   difficoltà  di  attuazione  corretta,  ma  anche  quella che  sta  nell’eseguirlo  cercando  di  ammorbidire  i  gesti  con  una  sempre  maggior  fluidità, di  lavoro  sulla  torsione  di  tutto  il  corpo. Cosa  che  risulta  difficile  in  questo  soggetto  per  il  fatto  che  il  trauma  da  lui  subito  ha  irrigidito  tutto  il  corpo e  ha  sconvolto  tutto  il  suo  sistema  psichico, risulterà  altresì  difficoltoso  arrivare  al  settimo  principio; quello  delle  sei  armonie. Quest’ultimo  esercizio  è  per  lui  difficoltoso  da  attuare  ed è  anche  quello  per  lui  più  importante,  per quanto  riguarda  il  lavoro  sulle  armonie  nel  quale  tale  esercizio  va  ad  influire.               
Cercare  di  rendere  il  suo  corpo  più  armonioso  e  i  movimenti  più  fluidi  sarà  l’obbiettivo  da  raggiungere, per  tale  scopo  gli  esercizi  di  Nei  Gong. Saranno  fondamentali  e  dovrebbero  essere  ripetuti  ogni  giorno, cosa  che  sicuramente  il  soggetto  in  causa  non  farà.
Nel  mese  di  giugno  il  soggetto  in  questione  andrà  in  ferie  e  quel  meccanismo  di  aggiustamento,  iniziato  con  gli  esercizi di  lavoro  sul  corpo  e  sull’atteggiamento  mentale,  se  non  continuati  si  andranno  a  perdere. Personalmente  ho  potuto  constatare  l’efficacia  di  taluni  esercizi  a  livello  energetico, psichico,  fisiologico  e  strutturale; a  livello  energetico  migliora  indubbiamente  la  qualità, la  costante e duratura, quantità  di  energia  prodotta. A livello  psichico; se  tali  esercizi  vengono affrontati  con  un  atteggiamento  di  spirito  marziale  e  tecnico, scientifico  adeguato,  modificheranno  sostanzialmente  la  condizione  degli  individui. Per  quanto  riguarda  il  lato  fisiologico  e  strutturale  che  secondo  me  sono  strettamente  correlati  si  otterranno  dei  miglioramenti  importanti  per  quanto  riguarda  l’assestamento  di  disturbi  di  carattere  digestivo, metabolico, del  sistema  linfatico  e  immunitario. Andrà  ad  influire  sulla  salute  di  tutto  l’organismo  sbloccando  in  modo  lento  ma  duraturo  tutti  i  sistemi  sopra  citati, si  avvertirà  un  corpo  più pronto, sveglio, leggero,  in  armonia,  più  attivo  e  in  salute.La  struttura  del  corpo  sarà  più  in  armonia  preservandola  da  disallineamenti, provocati  da  uno  scorretto  atteggiamento  corporeo, da   pesi  mal  distribuiti, o  da  un  carico  muscolare  eccessivo.
Andando  a  caricare  in  maniera  eccessiva  articolazioni, a comprimere compromettendo  il  loro  corretto  funzionamento  gli  organi  interni,  legamenti,  tendini, non  per  ultime  le vertebre  della  colonna  vertebrale,  schiacciate  da  carichi  eccessivi  dovuti  sia  da  atteggiamenti posturali  scorretti, ma  anche  da  una  massa  muscolare  eccessiva  e  in  disarmonia. Se  tutta  la  struttura  del  corpo  si  muoverà  in  armonia,  tutto  l’organismo  si  muoverà  senza  compromettere  il  suo  normale  funzionamento, l’energia  sarà  ben  utilizzata  e  indirizzata. Migliora così  la  qualità  della  vita  di  tutti  i  giorni,si affronteranno i giorni  con  più  vitalità,  andando  ad  influire  positivamente  sul  percorso  della  vecchiaia  in  modo  positivo.Il  movimento “pensato” è  di  fondamentale  importanza  per  la  salute  dell’intero  organismo, indispensabile  per  trasmettere  corretti  principi  su  cui  basare  un  insegnamento  che  possa  dare, qualità  funzionale. Per  persone  che  si  vogliono  accostare  in  modo  corretto  agli  esercizi  di  “lavoro” sul  corpo, a  prescindere  dalla  disciplina  sportiva  intrapresa.



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