Un buon artista marziale, di qualsiasi arte, deve avere:

– un corpo forte e flessibile
– armonico e vigoroso, che dia il massimo della potenza con il minimo sforzo

deve coniugare:

– potenza con elasticità
– stabilità con dinamismo
– morbidezza con durezza

Deve essere:

– forte ma non duro
– rilassato ma non debole
– calmo ma non pavido
Come coniugare qualità così diverse? Come allenarsi?
Non certo con il solo ausilio delle metodiche d’allenamento mutuate dal mondo dello sport, ma rivalutando gli antichi metodi di lavoro interno energetico e potenziamento psicofisico (nei gong) di cui ogni arte marziale tradizionale anticamente disponeva.
Le metodiche sportive sono studiate per sviluppare specifiche caratteristiche funzionali a questa o a quella particolare disciplina sportiva, e di conseguenza si concentrano solo su alcuni aspetti:
1° – Nel campo fisico si focalizzano solo sull’allenamento dei muscoli superficiali trascurando quasi completamente i muscoli profondi del corpo.
2° – Considerano solo gli aspetti psico-fisici (relazione corpo-mente) trascurando completamente la relazione mente -energia (yi/qi) da un lato e la relazione energia-corpo (qi/shen) dall’altro.
Se ciò può andare bene per un atleta sportivo, per un artista marziale rappresenta un grosso limite, visto che tutte le discipline marziali fanno di questa trinità relazionale tra corpo, mente ed energia il cuore della loro pratica.
I metodi mutuati dal mondo sportivo nelle arti marziali hanno una validità limitata, se vogliono ottenere risultati duraturi dobbiamo farlo con un sistema d’esercizi ben strutturati in grado di dare una risposta globale ad esigenze diverse, in grado di agire a:

– Livello fisico
potenziamento dei muscoli profondi della struttura interna, allungamento e armonizzazione dei muscoli superficiali della struttura esterna, allenamento di tendini e legamenti, articolazioni ed ossa
– Livello energetico
libero fluire del qi, attivazione dei tre dantian, trasformazione dell’energia in forza interna
– Livello mentale
armonizzazione delle qualità fondamentali della mente: volontà, concentrazione, attenzione, intuizione, sviluppo della coscienza combattiva

Nei Gong (lavoro interno energetico)

img_0076img_0078Gli esercizi interni li possiamo dividere, in base alla loro funzione operativa, in tre categorie principali:

1° – Esercizi per lo sviluppo della forza elastica
2° – Esercizi per lo sviluppo della forza a spirale
3° – Esercizi per lo sviluppo della forza esplosiva.

La forza elastica

img_0080img_00851La forza elastica è la forza di una struttura muscolare che agisce senza sforzo e nella giusta tensione elastica. Si realizza quando i muscoli profondi interagiscono in maniera armonica con quelli superficiali e il sistema osteo-articolare è allineato.
Si basa sull’idea di uno sviluppo della forza che, agendo per vettori contrapposti, allarga e allunga i muscoli aprendoli come una vela al vento. Si allena tramite esercizi specifici come quelli del Power Stretching.

La forza a spirale (Zhan Ssu Jin)

img_0086img_0088È la seconda forza della struttura, che si ottiene dalla trasformazione della forza elastica. Si caratterizza per la componente tridimensionale che sviluppa la capacità torsiva dei fasci muscolari.

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La forza esplosiva (Fa Jin)

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Fa jin vuole dire forza esplosiva ed implica la capacità di emettere all’esterno la forza in maniera improvvisa e dirompente, presuppone la realizzazione della forza elastica che si muove a spirale, un buon rilassamento e l’abilità di concentrare nel dantian addominale, che funziona come la camera di combustione di un motore a scoppio, l’energia del corpo.
Quando il dantian esplode provoca all’interno della struttura delle vere e proprie onde d’urto, che viaggiano verso l’esterno lungo determinati tracciati (i percorsi di forza) del corpo. La mente guida e controlla il flusso di queste onde d’urto, aprendo o chiudendo le articolazioni, regolando il respiro e il tono dei muscoli in modo che la forza possa fuoriuscire all’esterno potente e precisa secondo le proprie intenzioni.
Questa divisione, ovviamente, è solo virtuale, non reale, perché in pratica si tratta di sviluppare un solo tipo di forza: la forza interna o nei jin, che deve essere elastica, potente, a spirale ed esplosiva. Questo tipo di forza è di natura particolare, il suo sviluppo richiede un’attivazione intelligente delle potenzialità nascoste dell’essere umano da quelle fisiche a quelle spirituali, passando per l’intelligenza, l’emozioni e l’istinto.

1° – Esercizi per lo sviluppo della forza elastica – Power Stretching


Questi esercizi hanno lo scopo di massimizzare la forza e l’intelligenza (motoria) d’ogni singola parte strutturale:
COLLO,
SPALLE
VITA
ANCHE

Lo stretching, comunemente conosciuto, esplica un’azione d’allungamento passivo sui muscoli.
Il Power Stretching, invece, coniuga l’allungamento “attivo” con lo sviluppo della potenza e della forza elastica.
Questa distensione “attiva” si ha quando si prolunga lo stiramento con un’azione finalizzata, quando si lavora per forze contrapposte.
Il Power Stretching lavora rinforzando i muscoli profondi e distendendo e allungando quelli superficiali.
I normali esercizi di potenziamento mirano a sviluppare i muscoli superficiali, già ipersviluppati, trascurando i muscoli profondi.
Questo altera la giusta gerarchia funzionale:
– i muscoli superficiali, che sono muscoli di movimento, diventando ipertrofici e contratti serrano il corpo in una specie d’armatura;
– i muscoli profondi diventano flaccidi e deboli, perché il loro lavoro è svolto dai muscoli superficiali.
Alterazione funzionale causa d’innumerevoli problemi strutturali (alterazione del rachide, discopatie, dolori di varia natura) e dinamici (scarsa potenza, movimenti disarmonici e scoordinati).


Sintesi dei vantaggi del Power Stretching:


1° – allungamento dei muscoli superficiali
2° – potenziamento e ristrutturazione di quelli profondi
3° – presa di coscienza dell’interdipendenza reciproca delle articolazioni e delle varie parti del corpo
4° – corpo che si muova insieme come una singola unità
5° – sviluppo della potenza e dell’elasticità
6° – sviluppo della forza interna o Nei Jin


2° Esercizi per la forza a spirale – Zhan Ssu JIin


Se con il primo tipo d’esercizi abbiamo sviluppato potenza ed elasticità, con gli esercizi del zhan ssu jin facciamo circolare la forza e rendiamo la struttura flessibile e dinamica, in grado di muoversi nello spazio con grazia, armonia e forza. Agiscono su quelle che i maestri chiamano le nove perle (polso, gomito, articolazione della spalla, articolazione dell’anca, ginocchio, caviglia, collo, zona dorso-lombare, osso sacro)
“Esercitare la forza interna è come dipanare un delicato filo di seta”
La trasmissione della forza, Jin, lavorando per composizione d’azioni contrapposte, avviene allora in tutte le direzioni, con un effetto elicoidale tridimensionale.
È importante comprendere che sono necessarie alcune condizioni di base perché si possa realmente ottenere lo sviluppo di questa forza interna. Innanzitutto è necessario avere ben chiara la costruzione della struttura del proprio corpo:
– i corretti allineamenti di tutti e segmenti corporei e delle relative articolazioni
– gli archi di forza delle braccia, delle gambe e della spina dorsale che unisce gli altri due
– i singoli poteri del Dantian e dello Zhong Ding (asse centrale) con particolare attenzione allo snodo del collo, delle spalle, della vita, delle anche.

Per poter sviluppare correttamente la potenza interna a spirale sarà necessario aver chiaro il percorso che connette gli allineamenti e i percorsi delle forze lungo gli archi e fra gli archi stessi, così come illustrato per la forza elastica. Questo permetterà di connettere il centro con le periferie e di stabilire una buona stabilità e potenza, dovute all’avvolgimento stesso.
Il motore del movimento è situato nel Dantian, che sviluppa il controllo e la generazione del movimento a spirale, nelle posizioni delle gambe (Ma Bu, Gong Bu, Xu Bu) e coinvolge progressivamente tutti gli allineamenti, dal polso, al gomito, alla spalla, lungo la spina dorsale fino a scendere nei piedi, e in senso contrario.
La posizione non deve mai essere vuota, in nessun punto del movimento: se questo sarà ben controllato dalla forza a spirale svilupperà in ogni istante la potenza dell’avvolgimento. È necessario mantenere sempre il corretto allineamento del Zhong Ding per permettere alla forza di distribuirsi e trasferirsi dal potere del Dantian e manifestarsi all’esterno. Per poter rendere efficace Zhan Ssu Jin il corpo deve essere correttamente allineato e rilassato.
Si riportano per comodità le indicazioni utili a raggiungere questo stato di partenza:
– distendere le vertebre cervicali estendendo leggermente la nuca verso l’alto
– rilassare le spalle
– vuotare il petto e portare il Qi nella schiena
– allineare e rilassare il bacino
– vuotare le gambe davanti e riempire dietro
– rilassare le ginocchia
– distribuire il peso sulla pianta del piede

Una volta conseguito questa condizione di base, è possibile innescare la forza del Zhan Ssu Jin e renderla efficace anche nella pratica degli altri esercizi e nell’esecuzione della forma.

3° Esercizi per lo sviluppo della forza esplosiva

L’organizzazione logica delle sequenze di nei gong procede secondo un preciso ordine in virtù di ragioni pratiche ed evolutive:
-La forza elastica è la più semplice da sperimentare, perché si fonda sul principio di due forze lineari che si muovono in contrapposizione, per vettori opposti.
-La forza a spirale, si muove secondo lo stesso principio ma aggiunge una componente tridimensionale rotatoria: la forza si avvolge lungo una spirale attorno ai percorsi di forza. Si presenta dunque come logica evoluzione, per complessità di composizione delle forze, della precedente.
-La forza esplosiva si distingue dalle altre due non solo per la composizione, ma anche per l’utilizzo: mentre la prima prevede l’atto primario di generare la forza, la seconda si propone di trasferirla, questa ultima si riferisce alla sua veicolazione e alla sua emissione secondo modalità particolari, attraverso un moto ondulatorio-sussultorio. Prevede quindi che le fasi di generazione e conduzione, cui sono deputate le altre due sequenze, la precedano.
Il 1° tipo d’esercizi ha lo scopo di rendere il corpo forte ed elastico, di massimizzare la forza d’ogni singola parte strutturale (collo, vita, schiena, anche, asse centrale ecc.), rendere i tendini ed i legamenti forti, sbloccare le articolazioni.
Il 2° tipo di connettere dinamicamente le varie parti, in modo che il corpo si possa muovere come una sola unità senza sforzo, con grazia, armonia e potenza.
Il 3° tipo infine, ha lo scopo di permettere al corpo di emettere all’esterno la forza senza irrigidirsi e/o danneggiarsi.

Tutto questo si traduce in tre parole chiave:
– ACCUMULAZIONE,
– CIRCOLAZIONE
– EMISSIONE DELLA FORZA.

Tre tipologie di Nei Gong: FISICO, ENERGETICO, MENTALE

Bisogna chiarire che ogni sequenza, sia essa di power stretching o di zhan ssu jin o di qualunque altra tipologia, può essere pratica nei tre livelli fondamentali:

– FISICO,
– ENERGETICO
– MENTALE

Questo in funzione sia del periodo di pratica, sia del grado di sviluppo del praticante, sia di quello che si vuole ottenere: posso, per esempio, focalizzarmi in un primo momento sullo sviluppo dell’elasticità di una determinata parte, per poi successivamente passare a lavorare, sempre sulla stessa parte, sulla sensibilizzazione energetica o sulla forza interna.
E’ importante capire questa modularità d’intervento:
a) – ogni sequenza, una volta acquisita e effettivamente padroneggiata nei suoi meccanismi operativi interni, può essere smontata e rimontata secondo le proprie esigenze
b) – ogni singolo esercizio può essere usato a livello che si desidera perché ha una struttura ologrammatica, dove ogni singola parte contiene le informazioni del tutto ed ogni abilità acquisita da una singola parte, si riflette su tutto il corpo

Questa libertà operativa, è ovvio, deve essere frutto di profonda conoscenza ed esperienza e non d’ignoranza e pressappochismo.

Nei Gong fisico

Ogni livello presenta dei sottolivelli, il livello fisico ne presenta tre:

Primo livello – Corretto allineamento dello scheletro, che comporta una statica economica e un corretto utilizzo della colonna vertebrale in armonia con la forza di gravità. Senza questa base non c’é vero progresso, vera crescita. Gli elementi più importanti di questo allineamento sono:
a) Distendere la nuca in modo che la testa sia in equilibrio senza tensione, come sospesa dall’alto.
b) Rilassare le spalle.
c) Equilibrio senza ipertensione del bacino sulle teste femorali.
d) Ginocchia rilassate in dinamica tensione elastica.
e) Peso armonicamente distribuito nei piedi.
d) Libero gioco del ventre in armonia con il movimento del diaframma.
e) Rilassamento dello sterno per permettere alle costole di prolungare l’azione del diaframma e dell’addome, così da vuotare il petto e riempire posteriormente i reni.

Secondo livello – Connessione muscolo-scheletrica e realizzazione delle cinque gerarchie funzionali (coordinazione neuromuscolare) delle varie parti strutturali:

1° Gerarchia alto/basso
la parte bassa in armonia con la parte alta, che vuol dire anche e bacino forti e stabili (yang) in grado di sorreggere una parte alta (torace, spalle e braccia) dinamica, elastica e mutevole (yin).

2° Gerarchia anteriore/posteriore
una parte posteriore potente come un arco, una parte anteriore sensibile e ricettiva.

3° Gerarchia destra/sinistra
una parte destra e una parte sinistra in armonico rapporto, in grado di scambiarsi i ruoli come lo yin e lo yang.

4° Gerarchia centro/periferia
una parte centrale potente in grado di generare il movimento e una parte periferica sensibile e precisa in grado di dosarlo e dirigerlo.

5° Gerarchia interno/esterno
un parte interna forte come acciaio, una parte esterna morbida come cotone.
La conoscenza e la presa di coscienza di questa gerarchia funzionale nella distribuzione delle forze permette di eseguire correttamente qualsiasi azione e in particolare le tecniche marziali.
Dal punto di vista prettamente fisico, come in un’orchestra ogni strumento è accordato e suonato insieme agli altri per ottenere un’unica e meravigliosa melodia, così nel nostro corpo, ogni singolo muscolo, ogni singola articolazione devono essere accordati e sincronizzati con tutti gli altri in una meravigliosa sinfonia di cadenze armonizzate.

Terzo livello – Sensibilzzazione Propriocettiva.
Un corpo in equilibrio tonico e strutturale percepisce i suoi sforzi come applicazione globale della forza senza attriti e dispersioni. Quando ogni sua parte ha ritrovato il ruolo che le é proprio (le 5 gerarchie), in uno schema di coordinazione neurosensoriale globale, allora il corpo esprime scioltezza e agilità, e l’assenza di contrazioni crea una sensazione di piacere e di partecipazione emotiva con tutto quello che ci circonda. Si sente nascere il movimento dal didentro e lo spazio non solo é elemento portante del movimento ma diventa sempre più percettibile. Il corpo intero diventa come un radar, le braccia e le gambe, in particolare, come degli acuti sensori in grado, non solo di avvertire i movimenti del nostro avversario, ma di decodificare le sue intenzioni in modo da potere anticipare ogni sua azione.

Nei Gong Energetico

Primo livello– Sensibilizzazione energetica.
Queste tecniche consistono nel suscitare volontariamente la percezione del proprio corpo secondo le direttive principali (alto/basso, destra/sinistra, fronte/retro). La percezione volontaria delle varie parti strutturali del corpo ne aumenta notevolmente la sensibilità.
La sensibilizzazione energetica permette di “legare assieme” e allineare tutta la struttura (ossa, muscoli, tendini e fasce o tessuti connettivi), in maniera che l’energia possa fluire liberamente ed il trasferimento della forza avvenga senza blocchi lungo le braccia, le clavicole, la gabbia toracica e da qui alla settima vertebra cervicale (punto di confluenza delle forze), colonna vertebrale e osso sacro (flusso discendente), e nell’identico modo (flusso ascendente), dalla terra ai piedi, alle anche, all’osso sacro, alla colonna vertebrale, alle clavicole, alle braccia e, infine, alle mani.

Secondo livello – Trasformazione del Qi in forza interna.
Con questo livello si entra nella vera e propria pratica delle arti interne. Con gli altri stadi abbiamo armonizzato la struttura fisica in modo che il qi potesse scorrere e circolare senza sforzo, abbiamo sviluppato la consapevolezza e la sensibilità corporea in modo di essere in grado di sentire e percepire il qi. Con questo stadio si impara a trasformare l’energia in forza interna per muovere il corpo.

Nei Gong mentale

E’ il livello dello yi o mente: “La mente guida il qi, il qi muove il corpo”.
Ogni movimento fisico non è diretto, ma indiretto: conseguenza di un moto energetico. A questo livello il lavoro muscolare è ridotto al minimo, sostituito da quello energetico.
I muscoli, le ossa, i tendini e i legamenti s’impregnano di qi, che così diventa il carburante che fa muovere il corpo.
Mente e corpo interagiscono in perfetta armonia attraverso l’interfaccia energetica e scompare la differenziazione tra psiche e soma.
Le arti interne richiedono intelligenza, sensibilità e creatività per ottenere dei risultati, non basta essere forti e veloci fisicamente, ma occorre raffinare e trasformare non solo il modo di generare potenza, ma anche il modo di porsi nei confronti di sé stessi.

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Non bisogna usare il proprio corpo per l’ arte, ma l’arte per il proprio corpo.

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Sintesi dei vantaggi operativi del Nei Gong

Nella dimensione fisica:

– potenziamento strutturale: tendini, legamenti, articolazioni, ossa e

muscoli potenziati al massimo
– allineamento strutturale: in ogni posizione il migliore allineamento osseo-articolare che consente la

massima efficienza statico-dinamica della struttura scheletrica con il minimo sforzo muscolare
– coordinazione neuromuscolare: ogni muscolo, legamento, tendine, articolazione che lavora al massimo ed in perfetta armonia funzionale con tutto il resto.

Nella dimensione energetica:
– libero fluire, incremento e potenziamento dell’energia interna

– capacità di trasformare l’energia interna (qi) in forza e vigore interno (nei jin)
Nella dimensione mentale:
– aumento della consapevolezza corporea (coordinazione neurosensoriale)
– presa di coscienza delle relazioni tra corpo, mente ed energia.

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