img_0738Nel combattimento istintivo, privo di schemi precostituiti e di movimenti e tecniche standardizzati, s’impara a “sentire” l’energia dell’altro e rispondere in funzione del suo movimento. Non si deve “ragionare“, ma adeguare rapidamente la nostra azione a quella avversaria, così da potere eseguire tecniche differenti una dietro l’altra in maniera rapida e veloce senza pensare.

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Nel combattimento reale non ci sono schemi tecnici, non c’è separazione tra propria azione e quella dell’avversario. Questo non significa che bisogna trascurare l’allenamento tecnico ma che, nonostante i lunghi anni di pratica, studio e allenamento, bisogna arrivare ad un punto in cui si dimentica la tecnica e si lascia agire il cuore.

 

La consapevolezza cosciente delle tecniche giuste e di quelle inadeguate funge da legna per attizzare il fuoco, ma in una situazione estrema di pericolo come quella di un combattimento reale, finisce per non esistere più, mentre subentra la realtà delle fiamme, fiamme che hanno origine, non dalla fonte del sapere cosciente, ma dalla segreta sorgente del volere che é il dantian, dove tutto si fonde e “la tecnica  come la freccia dell’arciere zen, trova da sola il bersaimg_0727glio”.

 

Le due fasi devono coesistere, il cervello e il cuore, la ragione e l’istinto, il conscio e l’inconscio, sono facce di una stessa medaglia e nessuna delle due é in grado di operare, in maniera veramente efficiente, senza la controparte. L’aspetto cosciente é familiare a tutti noi, per alcuni addirittura costituisce l’unica realtà. Bisogna quindi sviluppare e allenare l’azione del cuore per trascendere la tecnica e far sgorgare l’azione istintivamente. img_0739



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